All’indomani della notte di Ferragosto, le spiagge libere di Ostia appaiono in condizioni di degrado inaccettabile. Tra cumuli di immondizia, sacchi di carbonella e barbecue sparsi dove era severamente vietato qualsiasi falò e fuoco libero, le foto documentano uno scempio che ha trasformato le spiagge libere del Lido in una distesa di sporcizia a cielo aperto.
Rifiuti, barbecue vietati e tende sull’arenile trasformato in un accampamento: all’indomani della festa di Ferragosto, le spiagge libere di Ostia si svegliano immerse nel degrado e nell’inciviltà
La notte più attesa dell’estate si è trasformata, per le spiagge libere di Ostia, nell’ennesima cronaca di un degrado annunciato.
Nonostante l’ordinanza del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri e le disposizioni del Comune parlino chiaro, vietando in modo esplicito l’accensione di falò, l’uso di barbecue e il campeggio libero sugli arenili, la realtà documentata all’alba di questa domenica d’agosto, offre uno scenario di tutt’altro segno.
Laddove non avrebbero proprio dovuto fare la loro comparsa, fuochi e braci hanno illuminato la notte, lasciando dietro di sé sacchi di carbonella vuoti, barbecue improvvisati e un’invasione di materiale infiammabile o inquinante abbandonato senza troppi scrupoli.

Un comportamento incivile da parte di chi, per festeggiare il Ferragosto, ha trattato il lido pubblico alla stregua del proprio giardino di casa, ma senza riserva di quella cura e di quell’attenzione che chiunque riserverebbe alla propria abitazione.
Sporcizia, plastica e rischi per chi arriva la mattina presto
Passeggiando lungo la battigia nelle prime ore della mattina, le immagini scattate dai cittadini mostrano un panorama sconfortante: secchi stracolmi di spazzatura che strabordano, resti di cibo lasciati sotto il sole e le immancabili bottiglie di plastica disperse a decine sulla sabbia.
A preoccupare maggiormente, tuttavia, è la presenza diffusa di insidie ben più pericolose per la sicurezza pubblica, a partire dai cocci e dai vetri rotti delle bottiglie di birra sparsi qua e là.
Il paesaggio si completa con un’arteria continua di tende da campeggio, gazebo, tavolini e sedie pieghevoli che fanno sembrare la spiaggia libera un vero e proprio campo profughi abusivo. Una situazione che penalizza pesantemente chi, a poche ore dai festeggiamenti notturni, cerca solo un momento di relax.
Le famiglie che arrivano di prima mattina con i bambini, per ritagliarsi un piccolo spazio dove stendere un semplice asciugamano si ritrovano a dover camminare con apprensione in mezzo al sudiciume e ai pericoli, costrette a ripulire da sole la porzione di sabbia prescelta.
L’ira dei cittadini e i commenti della rete
La rabbia degli abitanti e dei frequentatori del litorale è esplosa prontamente sulle pagine e sui gruppi social dedicati al territorio di Ostia. Le foto pubblicate dalla cittadinanza denunciano una situazione ormai al limite: «Che vergogna! Il litorale più zozzo del mondo», commenta l’autrice del post di denuncia, dando voce all’indignazione generale per lo stato in cui sono stati ridotti i tratti di spiaggia pubblica.

A farle eco nei commenti, ci sono molti altri utenti che sottolineano la totale assenza di civiltà ma anche la carenza dei controlli, tra chi osserva con amarezza la disapplicazione delle regole vigenti: «Allora: è vietato fare campeggio libero, c’è un’ordinanza di Gualtieri che impedirebbe di montare tende sugli arenili, non si potrebbero fare falò eppure c’è tutto questo schifo. Ma i vigili? Spariti tutti?».
La frustrazione riguarda anche le risorse pubbliche necessarie per rimediare all’inciviltà altrui nel commento di una utente: «Oggi la spiaggia sarà pulita a spese nostre con un dispendio di risorse che potrebbe essere usato per altro».

“Manca l’educazione, non i cassonetti”
Ciò che emerge con maggiore evidenza dalle testimonianze è come il problema non sia legato alla mancanza di infrastrutture o servizi per la raccolta dei rifiuti sul lungomare, bensì all’inciviltà dei singoli. Come fa notare un altro residente, l’incuria è del tutto ingiustificata: «La cosa che proprio non manca sul lungomare sono i secchioni. Basta solo prendere i propri rifiuti, fare 5 metri e andarli a buttare. Non mancano secchioni, manca educazione e civiltà. Mi chiedo sta gente a casa loro come vive».
La notte di Ferragosto a Ostia si chiude così lasciando l’ennesimo strascico di polemiche, vertendo su un interrogativo che si ripete ogni anno: a cosa servono le ordinanze comunali e i divieti scritti sulla carta se poi il territorio viene abbandonato a se stesso?























