Don Bosco assediato da furti e occupazioni: “Latinos citofonano a tutte le ore in cerca di case vuote”

Le ultime occupazioni abusive di latinos alla vigilia di Ferragosto: due peruviani si barricano in una casa Enasarco. Polizia non può intervenire senza querela dell'ente

Nel quartiere Don Bosco la tensione ha superato il livello di guardia. L’ennesima occupazione abusiva registrata alla vigilia di Ferragosto ha fatto esplodere la rabbia dei residenti, esasperati da controlli continui ai citofoni e stabili lasciati senza tutela. I cittadini chiedono interventi immediati per fermare un fenomeno che spaventa l’intera comunità.

Le ultime occupazioni abusive di latinos alla vigilia di Ferragosto: due peruviani si barricano in una casa Enasarco. Polizia non può intervenire senza querela dell’ente

Il quartiere Don Bosco torna a vivere momenti di profonda tensione a causa del fenomeno delle occupazioni abusive di appartamenti da parte di singoli o intere famiglie di latinos. Il 14 agosto, in via Francesco Gentile, all’interno degli stabili appartenenti al complesso Enasarco, si è consumato l’ennesimo episodio che ha destato forte preoccupazione tra i residenti.

Due persone di nazionalità peruviana sono entrate all’interno di un immobile e si sono barricate, rifiutando di aprire la porta e di uscire nonostante il tempestivo arrivo sul posto delle forze dell’ordine. L’episodio ha immediatamente riacceso i riflettori su una criticità che da tempo affligge la zona, lasciando gli abitanti in uno stato di costante apprensione per la sicurezza delle proprie abitazioni e degli spazi comuni.

I limiti burocratici e l’impossibilità di intervento immediato

La gestione dell’evento di via Francesco Gentile secondo la denuncia del Comitato di Quartiere Don Bosco, avrebbe messo in luce evidenti ostacoli operativi e burocratici. Al loro arrivo infatti, gli agenti della Polizia si sarebbero trovati di fronte a una porta sbarrata e nell’impossibilità legale di accedere coattivamente nell’appartamento.

Per procedere con un intervento forzato o uno sgombero immediato, la necessità riscontrata è quella di una querela formale da parte dell’ente proprietario dell’immobile, in questo caso l’Enasarco. Tuttavia, la concomitanza con la giornata del 14 agosto, avrebbe reso del tutto impossibile rintracciare un referente dell’ente o un responsabile autorizzato a sporgere denuncia.

Una situazione, che ha generato forte sgomento e rabbia tra i condomini, i quali denunciano come le normative attuali limitino l’operatività delle forze dell’ordine sul campo.

Citofoni suonati giorno e notte per verificare le presenze

Oltre agli episodi di occupazione vera e propria, i residenti segnalano una tattica sistematica e fortemente disturbante, utilizzata ormai da tempo per individuare le case vuote. Una testimone del quartiere ha raccontato la propria esperienza diretta: dopo aver acquistato un appartamento precedentemente concesso in locazione a cittadini peruviani, l’abitazione è diventata bersaglio di continue chiamate al citofono.

Ogni mese, secondo quanto riferisce, a qualsiasi ora del giorno e della notte, sconosciuti suonavano insistentemente chiedendo informazioni generiche. Episodi che, secondo le ricostruzioni degli abitanti, servirebbero unicamente a testare la presenza di persone all’interno degli appartamenti, così da individuare gli immobili incustoditi o momentaneamente vuoti e pianificare le successive incursioni.

La gestione dei condomini e l’esasperazione dei proprietari

Il malcontento tra i condomini cresce di giorno in giorno. All’interno degli stabili della zona, che vedono la coesistenza di appartamenti del Comune, di privati e di immobili ancora gestiti da enti, gli abitanti regolari lamentano di dover farsi carico di tutte le spese di gestione, manutenzione e sicurezza.

La presenza di numerose occupazioni pregresse — in alcuni palazzi se ne contano a decine — rende estremamente complicata la convivenza e la gestione ordinaria. Molti residenti evidenziano come la burocrazia sembrerebbe quasi tutelare chi occupa abusivamente, a scapito dei proprietari e degli inquilini regolari, i quali si sentono abbandonati di fronte a un problema ormai strutturale.

L’appello dei residenti a mantenere alta la guardia

Di fronte al ripetersi di questi episodi, le comunità locali e i comitati di quartiere hanno lanciato un appello accorato a tutti i cittadini rimasti in città durante le festività estive. L’invito rivolto a chiunque noti movimenti sospetti, rumori anomali o presenze insolite nei pianerottoli e negli spazi condominiali è quello di alzare al massimo la guardia e contattare immediatamente le forze dell’ordine per segnalare ogni anomalia.

La richiesta corale che si leva da Don Bosco poi, è quella di una modifica legislativa che consenta interventi tempestivi della Polizia anche in assenza di querela immediata, così da stroncare sul nascere le occupazioni e garantire la tranquillità dei residenti.

Tentato furto in un’agenzia del quartiere: il video riprende i ladri in azione

Ad alimentare il clima di forte insicurezza e apprensione a Don Bosco si aggiunge un ennesimo episodio di microcriminalità documentato direttamente dalle finestre dei residenti in via Flavio Stilicone. In un video ripreso dall’alto e diffuso in queste ore sulle pagine social di quartiere, si vedono tre soggetti in azione in piena notte davanti alla serranda dell’agenzia assicurativa Zurich.

I malintenzionati, uno dei quali seduto su una sedia da campeggio o uno sgabello improvvisato per lavorare più agevolmente a ridosso della vetrina, tentano di forzare gli accessi del locale commerciale situato al piano strada.

Le immagini inquietanti, mostrano chiaramente i tre individui intenti a manomettere le difese dell’attività nel tentativo di svaligiarla, a riprova di come il quartiere sia ormai bersaglio non solo di occupazioni abitative, ma anche di spregiudicati tentativi di furto ai danni dei negozi del quadrante, chiusi per ferie.