“Guardian of Rome” massacrato per aver salvato un turista dalla truffa delle campanelle: svolta nell’inchiesta

L'influencer anti-truffa "Guardian of Rome", venne salvato da un passante durante il massacro che gli è costato delle fratture scomposte al viso

Un’operazione dei Carabinieri di San Lorenzo in Lucina ha portato all’emissione del divieto di dimora a Roma per tre stranieri, accusati del brutale pestaggio ai danni dell’influencer Ash Kamangar. Il giovane “Guardian of Rome” era stato massacrato a pugni a Fontana di Trevi per aver sventato una truffa ai turisti.

L’influencer anti-truffa “Guardian of Rome”, venne salvato da un passante durante il massacro che gli è costato delle fratture scomposte al viso

La giustizia fa un passo decisivo nei confronti del commando responsabile del violentissimo pestaggio avvenuto nel pieno centro storico di Roma. Al termine di una complessa e meticolosa attività investigativa, i Carabinieri della Stazione di San Lorenzo in Lucina hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica. Il provvedimento dispone il divieto di dimora nel Comune di Roma nei confronti di tre cittadini stranieri, ritenuti responsabili della selvaggia aggressione.

I giudici del Dipartimento Criminalità Diffusa e Grave della Procura e il GIP hanno pienamente condiviso il quadro probatorio presentato dalle forze dell’ordine, ipotizzando a carico degli indagati anche le pesanti circostanze aggravanti dei futili motivi e della minorata difesa della vittima. Un dettaglio particolarmente significativo emerso nell’ambito del medesimo procedimento riguarda uno dei tre indagati, al quale è stata contestata anche l’imputazione di calunnia.

L’uomo, nei giorni immediatamente successivi al pestaggio, aveva tentato di sviare le indagini presentando una falsa denuncia alle autorità, nel disperato tentativo di ribaltare la realtà e dipingersi come presunta vittima dell’accaduto. La manovra diversiva è tuttavia crollata di fronte all’analisi incrociata delle registrazioni estratte dai sistemi di videosorveglianza pubblica e privata presenti nell’area di Fontana di Trevi, che hanno permesso ai militari di ricostruire con esattezza ogni fase della violenza.

L’antefatto: la trappola a Fontana di Trevi e il brutale pestaggio

La drammatica vicenda affonda le sue radici nella serata del 26 giugno scorso, nel monumentale contesto di Fontana di Trevi, una delle mete turistiche più affollate e visitate della Capitale.

La vittima dell’aggressione è Ash Kamangar, 34enne di origine iraniana molto conosciuto sul web e sulle piattaforme social con lo pseudonimo di “Guardian of Rome“, noto per i suoi contenuti di denuncia contro il degrado e i raggiri ai danni dei visitatori.

Quella sera, il giovane aveva intercettato e documentato con filmati e dirette streaming la nota e illegale “truffa delle tre campanelle”, un raggiro da strada che a Roma ha già mietuto centinaia di vittime tra i turisti stranieri.

Mentre riprendeva la messinscena e allertava i passanti in strada per evitare che cadessero nella trappola dei finti prestigiatori, Kamangar è stato puntato dal gruppo di truffatori. Sorpreso a pochi passi dal monumento, l’influencer è stato aggredito con imprevedibile ed estrema ferocia: un violentissimo pugno sferrato in pieno volto lo ha fatto stramazzare al suolo, facendogli cadere e danneggiandogli le attrezzature di documentazione video.

La furia del gruppo accanito sulla vittima ormai inerme a terra è stata arrestata soltanto grazie al provvidenziale e coraggioso intervento di un terzo cittadino presente nelle vicinanze, che si è interposto evitando conseguenze ancora più tragiche.

Lo stato attuale della vicenda e le condizioni della vittima

I soccorsi prestati d’urgenza la sera stessa presso il Policlinico Umberto I avevano immediatamente evidenziato la gravità inaudita dell’attacco. I sanitari avevano riscontrato un quadro traumatologico di estrema gravità, configurabile in un vero e proprio “fracasso facciale”.

La vittima presentava molteplici fratture scomposte a carico della mandibola, del seno mascellare, dell’arco zigomatico e delle ossa nasali, oltre a estesi enfisemi dei tessuti molli del viso. All’esito degli accertamenti e delle cure mediche, il 34enne era stato refertato con 40 giorni di prognosi e lesioni permanenti al volto.

Allo stato attuale, la conclusione delle indagini e l’allontanamento dei tre stranieri dal territorio capitolino rappresentano una prima fondamentale risposta istituzionale a una vicenda che aveva destato profondo sconcerto nell’opinione pubblica per la sfrontatezza della violenza nel cuore di Roma.

“Guardian of Rome” porta ancora i segni indelebili di quella serata, mentre il procedimento penale prosegue per accertare in sede processuale le singole responsabilità dei tre indagati accusati dell’aggressione e dei tentativi di depistaggio.