Il fascino senza tempo del centro storico di Roma continua a fare da cornice a una delle piaghe più odiose e insidiose per i turisti: il gioco delle tre campanelle. Un inganno d’azzardo orchestrato nei minimi dettagli che, a pochi passi dalla Fontana di Trevi, ha portato a cinque arresti per truffa e dieci denunce.
Blitz dei Carabinieri smantella due organizzazioni nel cuore di Roma: tra chiamate di gruppo e finti scommettitori, così i malviventi incastravano i passanti a due passi da Fontana di Trevi
Passeggiare tra i vicoli del Rione Trevi dovrebbe essere un’esperienza indimenticabile, ma per troppi visitatori rischia di trasformarsi in una trappola svuota tasche, per il cosiddetto “gioco delle tre campanelle” o delle tre scatoline, che rappresenta una vera e propria piaga urbana e sfrutta l’ingenuità e la curiosità dei passanti.
A prima vista sembra una sfida banale: indovinare sotto quale contenitore si nasconda la pallina per raddoppiare in pochi secondi la somma puntata. In realtà, dietro la parvenza di un passatempo goliardico di strada, si cela una macchinazione collaudata dove la vittoria della vittima è matematicamente e fisicamente impossibile, poiché la pallina viene abilmente trattenuta tra le dita del conduttore del gioco.
Una regia impeccabile: ruoli, attori e tecnologia per il raggiro
A svelare la natura organizzata di questa piaga sono state le due distinte operazioni condotte dai Carabinieri della Compagnia Roma Centro. In via in Arcione, i militari del Nucleo Scalo Termini hanno sorpreso una banda di cinque cittadini romeni tra i 27 e i 42 anni, tutti disoccupati e con precedenti.
Il gruppo funzionava come una vera compagnia teatrale del crimine: c’era il “croupier” al banchetto improvised, i finti scommettitori che fingevano di vincere banconote per invogliare la folla, e le vedette posizionate agli angoli della strada. Per proteggersi dalle forze dell’ordine, i cinque utilizzavano una chiamata di gruppo continua sui propri cellulari, lasciata aperta per dare l’allarme al minimo spostamento delle gazzelle.
Il blitz in via in Arcione e il salvataggio di una passante
L’ingranaggio ben oleato è stato spezzato proprio mentre il gruppo stava portando a termine l’ennesimo colpo ai danni di una turista macedone. La donna, tratta in errore dalla finta facilità del gioco e dalle recitate giocate dei complici, aveva appena consegnato 50 euro nella speranza di vincere.
L’intervento fulmineo dei Carabinieri ha bloccato i cinque malviventi in flagranza di reato con l’accusa di truffa aggravata in concorso. Oltre a recuperare il denaro della vittima e a sequestrare le campanelle, i militari hanno apposto i sigilli a 575 euro e 100 dollari in contanti, ritenuti l’incasso della giornata illecita, insieme agli smartphone usati per la rete di vedette.
La retata a via delle Muratte e le sanzioni
A pochissima distanza, nella frequentatissima via delle Muratte, i Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina hanno intercettato un secondo capannello d’azzardo. In questo caso, altre dieci persone sono state denunciate a piede libero per truffa ed esercizio di gioco d’azzardo. Anche in questa circostanza, il meccanismo si basava sul trucco della pallina nascosta per derubare i passanti.
I militari hanno sequestrato il kit da gioco e 1.155 euro in contanti. Oltre ai guai penali, per i dieci denunciati sono scattate le sanzioni amministrative da 100 euro con ordine di allontanamento per 48 ore dal centro storico, a cui si sono aggiunte sanzioni da 400 euro ciascuno per la violazione del Regolamento di Polizia Urbana. Si ricorda che per tutti gli indagati vale la presunzione d’innocenza fino a eventuale condanna definitiva.




















