Un agguato a colpi di pistola, ha raggiunto alle gambe un 53enne di Valle Aurelia nella notte del 17 luglio scorso. L’uomo è rimasto ferito nel raid a distanza ravvicinata distanza, i cui presunti responsabili sono stati incastrati dalle immagini della videosorveglianza e gravemente indiziati del reato di tentato omicidio.
Tracciamenti telefonici e immagini delle telecamere di sorveglianza incastrano la coppia in fuga dopo l’agguato
La sequenza degli eventi si è svolta in pochi istanti. La vittima si trovava lungo la strada quando è stata raggiunta da chi ha estratto un’arma da fuoco, facendo fuoco a bruciapelo prima di far perdere rapidamente le proprie tracce nell’oscurità del quartiere.
L’esplosione dello sparo ha squarciato il silenzio notturno di via di Valle Aurelia, lasciando il 53enne a terra sull’asfalto con una profonda ferita da arma da fuoco all’arto inferiore. I soccorsi sono scattati immediatamente: il personale sanitario del 118, giunto sul posto a seguito delle chiamate d’emergenza, ha stabilizzato l’uomo e lo ha trasportato d’urgenza al pronto soccorso del Policlinico Gemelli, dove è stato ricoverato per le cure del caso.
L’intervento delle forze dell’ordine e i rilievi tecnici
Pochi minuti dopo l’aggressione, la zona è stata isolata dai Carabinieri della Stazione di Roma Madonna del Riposo e dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma San Pietro. La scena del crimine è stata perlustrata centimetro per centimetro per raccogliere ogni elemento utile a ricostruire l’accaduto. I rilievi tecnico-scientifici sono stati affidati agli specialisti del Nucleo Investigativo di Roma, che hanno lavorato a lungo sotto la luce dei fari per repertare bossoli, tracce biologiche e rilevare la traiettoria del proiettile. L’assenza iniziale di armi sul luogo del ferimento ha confermato fin da subito la fuga precipitosa degli aggressori dopo il ferimento.
La rete delle indagini: telecamere e celle telefoniche
Le indagini si sono sviluppate a ritmo serrato attraverso una complessa attività di riscontro incrociato. Gli investigatori hanno avviato l’ascolto delle testimonianze di residenti e passanti presenti nella zona al momento degli spari. Decisivo si è rivelato l’esame sistematico dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati installati lungo via di Valle Aurelia e nelle vie di fuga limitrofe.
L’analisi dei fotogrammi ha permesso di individuare con precisione la targa e il modello di un’automobile in uso agli indagati, notata nei pressi del luogo dell’agguato in orari compatibili con l’aggressione. Parallelamente, il tracciamento dei dati di traffico delle celle telefoniche della zona ha confermato la presenza in loco dei dispositivi in uso ai sospettati.
La svolta nell’inchiesta e i fermi in carcere
Gli elementi di prova raccolti hanno consentito ai Carabinieri di identificare i presunti responsabili: si tratta di un ragazzo di 26 anni e di una donna di 36 anni, entrambi cittadini romani e già noti alle forze dell’ordine per precedenti di polizia.
Raccolti i gravi indizi di colpevolezza per il reato di tentato omicidio in concorso, i militari hanno rintracciato la coppia e eseguito il decreto di fermo di indiziato di delitto. Su disposizione della competente Autorità Giudiziaria, il 26enne è stato scortato presso la casa circondariale di Regina Coeli, mentre la 36enne è stata trasferita nel carcere femminile di Rebibbia. Il Giudice per le indagini preliminari ha successivamente convalidato la misura cautelare per entrambi gli indagati.


















