Guerra agli shopper fuorilegge: multe a Roma per le buste di plastica illegali. Guida pratica per non farsi ingannare

Buste di plastica non conformi nei negozi: i Carabinieri Forestali intensificano i controlli. Già 70.000 euro di sanzioni. Ecco come riconoscere i sacchetti a norma

Nonostante la messa al bando risalga ormai al lontano 2011, le “vecchie” buste di plastica non compostabili continuano a circolare sottobanco nei negozi della Capitale e della provincia. A confermarlo è il bilancio del primo semestre 2026 tracciato dai Nuclei Carabinieri Forestale del Gruppo di Roma (Roma, Roma Natura, Marino e Velletri), che hanno mantenuto altissima la guardia contro la commercializzazione degli shopper fuorilegge.

Buste di plastica non conformi nei negozi: i Carabinieri Forestali intensificano i controlli. Già 70.000 euro di sanzioni. Ecco come riconoscere i sacchetti a norma

I numeri dell’operazione parlano chiaro: 14 sanzioni amministrative giaÌ€ notificate a diversi esercizi commerciali, per un totale di 70.000 euro di multe e oltre 60 chilogrammi di plastica inquinante sottratti al mercato e destinati alla distruzione.

Un danno doppio: all’ambiente e alle imprese oneste

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Buste di plastica sequestrate

La normativa parla chiaro (gli articoli 226-bis e 226-ter del D.lgs 152/2006 vietano gli shopper tradizionali alla cassa) e le sanzioni sono particolarmente severe, arrivando fino a 25.000 euro per singolo punto vendita. Una severità giustificata da due motivi.

L’impatto ecologico devastante. La plastica tradizionale monouso non si degrada. Si frammenta nel tempo in microplastiche che contaminano mari e terreni, finiscono nella catena alimentarе e rappresentano una trappola mortale per la fauna selvatica.

E la concorrenza spietata e sleale. L’uso di sacchetti illegali penalizza i commercianti che rispettano le regole e danneggia le aziende italiane della filiera della bioeconomia. Prodotti a basso costo per il risparmio di pochi, i cui costi ambientali ricadono sull’intera collettività.

Come riconoscere la busta a norma: il vademecum per i cittadini

I Carabinieri Forestali invitano i consumatori a fare attenzione al momento del pagamento. Rifiutare un imballaggio non a norma è un diritto del cliente.

I dettagli da controllare sullo shopper:

La dicitura obbligatoria: Deve essere presente la scritta chiaramente leggibile “Biodegradabile e compostabile”. Il riferimento normativo: Deve citare la norma tecnica UNI EN 13432:2002. Il marchio di certificazione: Deve riportare il logo di un ente accreditato come CIC (Consorzio Italiano Compostatori), TÜV Austria, DIN Certco o Vincotte.

Se il sacchetto non presenta questi requisiti, il consiglio è di rifiutarlo, pretendere un’alternativa a norma o, ancora meglio, abituarsi a portare da casa borse riutilizzabili in tessuto.

Come riutilizzare e smaltire correttamente i sacchetti

Le buste compostabili non sono un semplice rifiuto, ma una risorsa. Ecco come gestirle correttamente a casa.

Utilizzale per l’umido: Possono essere riutilizzate come sacchetto per la raccolta differenziata dell’organico (FORSU), poiché negli impianti dedicati si trasformano in fertilizzante naturale.

Attenzione allo smaltimento: Non vanno mai gettate nella plastica o nel multi-materiale, poiché danneggiano gravemente i processi industriali di riciclo della plastica tradizionale.

Non abbandonarle nell’ambiente: La compostabilità avviene negli impianti industriali, non per strada o nei boschi. L’abbandono dei rifiuti è un reato punito penalmente con ammende che vanno da 1.500 € a 18.000 €.

I Carabinieri Forestali invitano a segnalare eventuali buste di plastica in commercio contattando al 1515 o al Numero Unico di Emergenza 112.