Una rapina di inaudita violenza ha trasformato una tranquilla giornata estiva nel quartiere Ardeatino in un momento di autentico terrore per un’anziana signora. Sorpresa alle spalle da una potente motocicletta, la donna è stata spintonata e trascinata sull’asfalto prima che gli aggressori potessero far perdere le proprie tracce.
Un assalto improvviso per strappare la borsa all’anziana che camminava sul marciapiede, poi l’orrore mentre la moto accelerava
I fatti si sono svolti lo scorso 26 luglio nel quadrante sud della Capitale, in una zona abitualmente tranquilla. L’anziana stava camminando quando due uomini a bordo di una motocicletta la raggiungono da dietro senza lasciarle il tempo di rendersi conto di ciò che sta per accadere. L’obiettivo dei due è chiaro e immediato: afferrare la borsa che la donna porta con sé.
Senza rallentare, i malviventi allungano il braccio per effettuare lo strappo. La vittima, presa alla sprovvista, tenta d’istinto una resistenza nell’estremo tentativo di non farsi derubare. Un gesto disperato che trasforma la tentata rapina in una sequenza d’impatto e brutale violenza.
Il dramma dell’anziana trascinata sul manto stradale
Nel tentativo ostinato di vincere la presa della donna e portarsi via la borsa, chi guida la moto non arresta la corsa. L’anziana perde l’equilibrio e rovina pesante sulla strada, venendo trascinata sull’asfalto per diversi metri. La forza di gravità e la velocità del mezzo non lasciano scampo alla vittima, che finisce rovinosamente sull’asfalto prima che i due rapinatori decidano di abbandonare la presa e sfrecciare via.
Soccorsa nel panico generale, la donna viene trasportata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni – Addolorata. I medici riscontrano contusioni e traumi diretti causati dall’impatto con la strada e dal trascinamento, dimettendola con una prognosi di cinque giorni di guarigione. Le ferite fisiche raccontano solo in parte la paura vissuta in quei lunghi metri di attrito con la terra.
L’inseguimento sul filo dei fotogrammi e il covo di Ostia
Le indagini scattano immediatamente dopo l’aggressione, affidate agli investigatori del IX Distretto Esposizione. La svolta arriva attraverso la minuziosa analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza della zona. Nel giro di pochissimo tempo, i poliziotti riescono a isolare un fotogramma chiave: la moto usata per la rapina è un’enduro di grossa cilindrata, caratterizzata da vistose e inconfondibili strisce identificative.
Quel mezzo era già nel mirino delle forze dell’ordine per una serie di colpi messi a segno negli ultimi mesi ai danni di passanti ed esercizi commerciali nel quadrante est della città . Seguendo questa traccia, gli agenti del IX Distretto, insieme ai Falchi della Squadra Mobile e al Commissariato di Spinaceto, individuano il nascondiglio dei sospettati a Ostia, all’interno dell’abitazione di un terzo soggetto.
Il blitz nell’appartamento e le manette a Regina Coeli
Il servizio di appostamento dura diverse ore. Il primo sospettato esce dal palazzo e prova ad avvicinarsi alla moto parcheggiata poco distante: fermato, tenta di fornire una falsa identità , ma senza successo. Per entrare nell’appartamento dove il proprietario nega la presenza di estranei, i poliziotti richiedono l’intervento decisivo dei Vigili del Fuoco.
La perquisizione fuga ogni dubbio: all’interno vengono rinvenuti i caschi integrali usati durante la tentata rapina, identici a quelli ripresi dalle telecamere. Poco dopo viene rintracciato anche il secondo complice, fuggito a Roma presso la casa dei genitori nel tentativo di dividersi e far perdere le tracce. Per i due uomini, romani di 45 e 34 anni, incastrati anche da abiti e calzature corrispondenti ai video, è scattato il fermo e il successivo trasferimento nel carcere di Regina Coeli. Per entrambi il GIP ha disposto la misura cautelare.
















