Incendio allo Sporting Beach di Ostia: rogo notturno nello stabilimento abbandonato

Fiamme e fumo denso nella tarda serata di ieri nella struttura balneare chiusa dal 2024 e tra quelle destinate alle demolizioni del Comune

Fiamme e fumo denso nella tarda serata di ieri nella struttura balneare chiusa dal 2024 e tra quelle destinate alle demolizioni del Comune
Vigili del Fuoco al impegnati nelle operazioni di spegnimento del rogo allo stabilimento Sporting Beach

Un incendio allo Sporting Beach di Ostia è scoppiato nella serata di ieri, intorno alle 22:00, sprigionando una intensa colonna di fumo sullo stabilimento fermo da tempo e già nel mirino delle ruspe comunali.

Fiamme e fumo denso nella tarda serata di ieri nella struttura balneare chiusa dal 2024 e tra quelle destinate alle demolizioni del Comune

Il fumo nero si è alzato rapido, denso, visibile a distanza. Carabinieri e Vigili del Fuoco sono arrivati prontamente sul posto per arginare la criticità. Le fiamme sono state spente in tempi rapidi, prima che potessero estendersi oltre la struttura. Stando alle prime informazioni, il rogo non avrebbe avuto conseguenze drammatiche e non ci sarebbero feriti.

Due anni di abbandono

Non è un caso isolato. Lo Sporting Beach è fermo dal 2024, uno dei tanti scheletri vuoti che costellano la costa romana. Il degrado, in questi casi, è quasi una conseguenza naturale. E con esso arriva anche l’esposizione a rischi come quello di ieri sera.

Il contesto

Il contesto non è secondario. Roma Capitale ha reso nota da pochissimi giorni la partenza di una serie di abbattimenti lungo il litorale, parte del più ampio progetto di riqualificazione del demanio marittimo. Lo Sporting Beach compare tra le strutture in lista e sarebbe destinato alla stessa sorte del vicino Shilling, dove l’intervento di demolizione è già stato avviato. Le indagini sulle cause dell’incendio restano intanto affidate agli inquirenti. Considerato che lo stabilimento è chiuso, sul rogo si allunga l’ombra di un possibile gesto doloso. Saranno comunque le verifiche del caso ad accertare l’origine e la dinamica dell’incendio.

Il precedente

Il copione, a Ostia, non è nuovo. Il 12 aprile 2026 un incendio aveva già colpito lo stabilimento La Casetta, sul lungomare Vespucci, anch’esso da anni abbandonato e teatro di occupazioni e degrado. In quel caso le fiamme avrebbero avuto origine da cumuli di rifiuti accatastati nell’edificio, e l’ipotesi dolosa era circolata con insistenza, senza però trovare conferma nelle indagini successive. Uno schema che si ripete: strutture balneari dismesse, prive di allacci, lasciate per anni all’incuria, e periodicamente colpite da roghi di cui restano da chiarire le cause.