Nuove regole in arrivo: l’Europa impone la svolta e il mercato cambia rotta. Il diritto alla riparazione diventa finalmente operativo per tutti i cittadini. Entro il 31 luglio l’Italia deve recepire la direttiva Ue 2024/1799, il provvedimento comunitario pensato per incentivare la riparazione dei beni di consumo. Uno stop netto allo spreco. L’obiettivo è chiaro. Combattere l’obsolescenza programmata. Ridurre i 35 milioni di tonnellate di rifiuti che ogni anno soffocano il continente.
Con l’arrivo della direttiva Ue sul diritto alla riparazione, anche l’Italia si prepara a voltare pagina contro gli sprechi: scattano obblighi per i produttori, trasparenza totale sui preventivi e garanzie estese per i consumatori
Le aziende hanno nuove responsabilità . Se il bene si rompe fuori garanzia, il produttore deve comunque ripararlo, a titolo gratuito o a un prezzo ragionevole, ed entro un periodo di tempo congruo. In sostanza le aziende produttrici devono garantire ricambi e strumenti di riparazione a prezzi accessibili, tali da non scoraggiare chi vuole riparare invece di comprare nuovo
Se il fabbricante obbligato alla riparazione è stabilito fuori dall’Ue, l’obbligo passa al suo rappresentante autorizzato nell’Unione o all’importatore del bene.
Trasparenza totale e modulo europeo per i consumatori
Prima dell’intervento di riparazione scatta la trasparenza totale. Arriva un modulo informativo standard, che il riparatore dovrà consegnare al consumatore prima di iniziare i lavori, valido per trenta giorni. Tempi, costi e modalità messi nero su bianco. Se il pezzo non si aggiusta, l’alternativa è un prodotto ricondizionato.
La scelta spazia dunque tra sostituzione e riparazione. Chi opta per la seconda ottiene un vantaggio concreto: la garanzia legale si allunga di dodici mesi.
Portale europeo e laboratori di riuso contro gli sprechi
Il conto alla rovescia per le nuove norme sul diritto alla riparazione corre veloce. Entro il 31 luglio 2027 debutterà il portale digitale comunitario, pensato per aiutare i consumatori a trovare riparatori, venditori di beni ricondizionati e acquirenti di beni difettosi a fini di ricondizionamento, oltre alle iniziative di riparazione partecipativa sul territorio.
A guidare la battaglia per la sensibilizzazione dei consumatori è anche Assoutenti, che ha attivato un laboratorio dedicato al riuso a Genova, presto esteso ad altre città . Il presidente dell’associazione, Gabriele Melluso, sottolinea la portata della svolta: “L’Italia, attraverso uno schema di decreto legislativo attuativo, si è già attivata per modificare il Codice del Consumo recependo la direttiva europea. Si tratta di novità molto importanti che impattano su consumatori, ambiente e produttori: lo smaltimento di prodotti riparabili genera ogni anno 35 milioni di tonnellate di rifiuti in Europa con costi sociali e ambientali rilevanti. Le nuove norme non solo riducono la produzione di rifiuti, ma contrastano l’odioso fenomeno dell’obsolescenza programmata, spingendo i fabbricanti a realizzare prodotti che durino di più nel tempo”.


















