Materassi marci e montagne di rifiuti a rischio incendio: blitz nell’orrore delle occupazioni abusive a Roma nord (FOTO)

Una polveriera era pronta ad esplodere tra la stazione Nomentana e Ponte delle Valli: maxi sgombero nel degrado delle occupazioni abusive per sigillare gli accessi alla ferrovia

Un reticolato di giacigli improvvisati, recinzioni divelte e montagne di rifiuti accumulate a pochi passi dai binari e dalle sponde del fiume. A Roma nord, un blitz interforze coordinato dalla Polizia di Stato ha portato alla luce un gravissimo quadro di occupazione abusiva, che come una polveriera rischiava di esplodere tra condizioni igieniche e il rischio di un maxi incendio.

Una polveriera era pronta ad esplodere tra la stazione Nomentana e Ponte delle Valli: maxi sgombero nel degrado delle occupazioni abusive per sigillare gli accessi alla ferrovia

Bastava spingersi a pochi metri dalle rotaie della periferia est per trovarsi davanti a una vera e propria polveriera. Lungo via del Fosso di Sant’Agnese, sotto Ponte delle Valli e fin dentro il parcheggio della stazione Nomentana, la realtà era diventata insostenibile.

Il quadro emerso durante il blitz coordinato dal Dirigente del III Distretto Fidene-Serpentara ha mostrato il volto più crudo di una periferia abbandonata: una bomba ad orologeria fatta di sporcizia e insicurezza, stroncata sul nascere solo grazie all’intervento coordinato di Polizia di Stato, Polfer, Polizia Locale, AMA e Ferrovie dello Stato.

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L’incubo del fuoco tra i materassi e le montagne di spazzatura

Quello che si è presentato davanti agli operatori è stato uno scenario spaventoso: materassi sporchi e giacigli di fortuna sistemati a ridosso di vere e proprie montagne di rifiuti accatastati senza alcun criterio. Una bomba ecologica a cielo aperto dove bastava una singola scintilla, un mozzicone acceso o un corto circuito per scatenare un rogo devastante.

L’incendio avrebbe potuto travolgere in pochi istanti chi dormiva in quei giacigli, e propagarsi alla vicina linea ferroviaria, con conseguenze tragiche. Gli operatori dell’AMA hanno dovuto lavorare a lungo per rimuovere l’enorme quantità di materiale accumulato e bonificare l’intera area.

Il covo nel fabbricato occupato e le reti tagliate

Gli insediamenti abusivi non si limitavano ai giacigli all’aperto lungo la riva del fosso. Gli occupanti si erano impadroniti di un fabbricato ferroviario già sgomberato in passato, trasformandolo di nuovo in un covo clandestino.

Per muoversi indisturbati e garantirsi la fuga, avevano letteralmente divelto le recinzioni di protezione della ferrovia, creando varchi abusivi e mettendo a rischio la propria vita pur di entrare ed uscire dalle pertinenze dei treni.

La task force del Gruppo FS è dovuta intervenire d’urgenza per murare gli accessi e ricucire le recinzioni sventrate.

La risposta delle forze dell’ordine e l’allontanamento dei responsabili

Mentre le ruspe e gli operatori ripulivano il disastro, le pattuglie sono risalite ai responsabili di quel degrado. Seguendo le tracce delle occupazioni, le forze dell’ordine hanno scovato tre cittadini rumeni che vivevano a ridosso degli insediamenti.

Per tutti e tre è scattata la denuncia per invasione di terreni pubblici e l’immediato ordine di allontanamento d’urgenza, primo passo verso il DASPO urbano (DACUR). Anche la vettura che usavano è finita nel mirino: un mezzo pericoloso e fuorilegge, multato perché senza fari e indicatori visivi funzionanti.

Il presidio esteso ai quartieri e ai centri commerciali

Il blitz a Fidene ha fatto registrare un bilancio pesante: 27 persone identificate, 9 veicoli setacciati, 3 ordini di allontanamento immediati e sanzioni stradali. Ma il presidio della Polizia non si è fermato ai confini della ferrovia e dei fossi. Le pattuglie hanno perlustrato a raggio d’azione ridotto anche la zona della Cinquina e le gallerie del centro commerciale Porta di Roma, estendendo la caccia ai reati predatori.