È un vero e proprio giallo quello su cui stanno cercando di fare luce gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale. Ieri, all’interno del campo rom di via dei Gordiani, le pattuglie impegnate nel consueto servizio di piantonamento si sono trovate davanti a una scena drammatica: un 53enne romano non residente nella struttura, giaceva a terra privo di conoscenza, immerso in una macchia di sangue con un grave trauma cranico.
Giallo sull’aggressione a un 53enne italiano, ora al San Giovanni in codice rosso. Il sindacato della Polizia Locale: “Lì dentro lavoriamo in condizioni estreme”
Gli agenti sono intervenuti tempestivamente chiamando i soccorsi su segnalazione di un residente del campo. L’uomo è stato trasportato d’urgenza in codice rosso all’ospedale San Giovanni, dove si trova tuttora ricoverato.
Sulle cause delle lesioni e sul motivo per cui il 53enne si trovasse all’interno del campo rom sono attualmente in corso le indagini condotte dalle tute bianche dell’Unità Operativa S.P.E. (Sicurezza Pubblica ed Emergenziale).
La segnalazione di un residente
I primi ad intervenire ieri pomeriggio nel campo rom di via Gordiani le pattuglie della Polizia Locale del Prenestino assieme ai colleghi dello Spe in servizio vigilanza presso l’insediamento.
I caschi bianchi hanno ricevuto una segnalazione da un dimorante del campo, di una persona che a suo dire era caduto dalla sedia ferendosi alla testa.
L’uomo era in terra in stato ferita alla testa e svenuto, a quanto pare a causa di un forte stato di ubriachezza.
Trasportato all’ospedale San Giovanni i sanitari hanno confermato l’alterazione da alcol e droga e suturato la ferita.
Ora ci sono indagini in corso per accertare cosa sia successo. Va accertato se l’uomo, ubriaco, avesse infastidito qualcuno per cui è stato colpito o se per davvero sia stato vittima di un incidente.
Le condizioni di lavoro
L’episodio ha riacceso immediatamente il dibattito sulle condizioni operative e sulla tutela degli agenti impiegati nei contesti più a rischio della Capitale. A farsi portavoce del malcontento è il SULPL (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale).
Marco Milani, Segretario Romano del SULPL, ha commentato con durissime parole la situazione sul campo: «Dopo i lanci di sassi contro le pattuglie, gli spari indirizzati alle auto di servizio e persino le fughe notturne dal campo di persone seminude con polsi e caviglie legati con il filo di ferro, questo ennesimo intervento dimostra — se ancora ce ne fosse bisogno — come i piantonamenti nei campi costituiscano veri e propri servizi di ordine pubblico.»
Il nodo centrale, secondo il sindacato, resta l’inadeguatezza delle tutele normative e contrattuali per gli agenti territoriali.
La critica al contratto. La recente sottoscrizione del CCNL degli Enti Locali viene giudicata insufficiente per chi si trova a gestire quotidianamente emergenze e criticità assimilabili a quelle delle altre forze dell’ordine.
L’appello alle istituzioni. Il SULPL sottolinea come la Polizia Locale rappresenti ormai la presenza prevalente a Roma e nelle grandi metropoli, chiedendo al Governo di dare seguito alle promesse sul formale riconoscimento del ruolo svolto sul territorio.




















