Un intervento d’emergenza ad altissimo rischio ha visto protagonista l’etologo esperto Andrea Lunerti, chiamato d’urgenza per effettuare la messa in sicurezza dell’ingresso di un’abitazione di Roma. All’interno della casa, una neonata di pochi mesi, era esposta a un pericolo mortale a causa della presenza massiccia di vespe orientalis.
Il racconto impressionante dell’aggressione subita dall’esperto: “Il veleno delle vespe è schizzato attraverso la protezione colpendo il viso”
Gli insetti avevano stabilito lì la propria colonia, proprio a ridosso dell’accesso all’abitazione, rendendo ogni entrata e uscita un potenziale momento di gravissimo rischio per la vita della piccola e dei suoi familiari.
Non appena se ne sono accorti, i proprietari dell’abitazione disperati, si sono rivolti all’etologo Andrea Lunerti che ha individuato la presenza di un’intercapedine e di una crepa profonda nella parete esterna dell’edificio, esattamente adiacente ai tubi di scarico e sotto la tettoia d’ingresso.
Proprio all’interno di questa fessura, gli esemplari di vespa orientalis avevano costruito il proprio nido, brulicando pericolosamente a pochi centimetri dal passaggio della famiglia. Consapevole dell’estrema fragilità della neonata e della conseguenze potenzialmente fatali delle punture e del veleno di questi insetti infestanti, l’esperto ha indossato l’attrezzatura protettiva speciale per procedere immediatamente alla bonifica e alla sigillatura della cavità.
L’aggressione con il veleno
E’ stato allora che mentre Lunerti era intento a lavorare sulle crepe per mettere in sicurezza l’area e neutralizzare la minaccia, gli insetti hanno reagito con estrema aggressività scagliandosi direttamente contro il casco protettivo dell’etologo.
Sfruttando un’incredibile tecnica d’attacco, uno degli insetti ha sbattuto contro la rete ha sruzzato direttamente il proprio veleno a pressione attraverso le maglie della protezione. Lo schizzo di tossine ha trapassato la griglia protettiva, colpendo in pieno il volto di Lunerti e finendogli sulla bocca.
Il racconto impressionante di Lunerti
Nonostante il bruciore e il forte disagio, l’etologo ha continuato a documentare l’operazione spiegando la drammaticità di quel momento, con il veleno della vespa orientalis dal sapore terrificante, capace di provocare un’immediata sensazione di bruciore profondo sulle labbra e sulle mucose.
L’esperto ha spiegato come questi insetti riescano a schizzare la sostanza tossica puntando dritti al volto, spiegando inoltre che in assenza degli occhiali di protezione il veleno avrebbe potuto raggiungere direttamente il bulbo oculare, provocando lesioni visive estremamente gravi.
Nonostante il dolore, il fastidio e la pericolosità della situazione, Andrea Lunerti non ha abbandonato l’intervento. La consapevolezza che all’interno della casa vi fosse una bimba di pochi mesi, totalmente indifesa di fronte a un’aggressione da parte delle vespe, ha spinto l’etologo a stringere i denti e completare ogni singola fase del lavoro.
La cavità nella parete è stata definitivamente bonificata e sigillata, eliminando alla radice ogni accesso e garantendo la totale sicurezza dell’ingresso.
L’episodio vissuto da Andrea Lunerti evidenzia ancora una volta la grande pericolosità della vespa orientalis nelle aree urbane e residenziali, e quanto sia fondamentale affidarsi a professionisti qualificati per la rimozione di questi nidi, evitando assolutamente pratiche fai-da-te che potrebbero rivelarsi drammatiche.

















