Un disastro annunciato ha travolto la golena del Tevere a ridosso del Gazometro. L’incendio esploso nella notte all’interno dell’insediamento abusivo tra Ponte della Scienza e Ponte dell’Industria ha trasformato il canneto in una trappola di fuoco e fumo tossico, confermando drammaticamente gli allarmi lanciati da mesi dai comitati cittadini.
Cittadini e associazioni denunciano segnalazioni inascoltate sull’area del rogo al Gazometro: una bomba che alla fine è esplosa nei canneti del Tevere tra bivacchio, bombole di gas e cavi elettrici
La notte tra il 24 e il 25 luglio ha trasformato il paesaggio urbano a ridosso del Gazometro in uno scenario da incubo. Intorno alle ore 22,00 un rogo di proporzioni devastanti è divampato all’interno dell’accampamento abusivo nascosto tra la folta vegetazione e il canneto sulla golena del Tevere, nell’area compresa tra Ponte della Scienza e Ponte dell’Industria.
L’incendio ha trovato terreno fertile tra le decine di baracche precarie costruite con materiali di fortuna, masserie abbandonate e tonnellate di spazzatura accumulata a ridosso del fiume.
Alimentate dal vento teso che spira lungo l’alveo del Tevere, le fiamme si sono propagate con una velocità impressionante, sollevando una densa colonna di fumo nero e acre che si è riversata direttamente sui vicini quartieri di Ostiense e Marconi, gettando nel panico centinaia di famiglie chiuse in casa.
Cronaca di un disastro ampiamente annunciato
Quanto accaduto sotto il Gazometro non sarebbe dunque un tragico incidente imprevedibile, ma la diretta conseguenza di una situazione di degrado estremo documentata e denunciata a più riprese fin dalla primavera. Già nel mese di aprile, sopralluoghi tecnici e segnalazioni da parte delle associazioni di quartiere avevano tracciato una mappa dettagliata dei rischi latenti in quel tratto di sponda.
All’interno dell’insediamento era stata accertata la presenza costante di una vera e propria centrale del rischio: decine di bombole di gas gpl utilizzate per cucinare, generatori elettrici d’emergenza funzionanti a carburante e, soprattutto, l’abitudine consolidata di appiccare roghi tossici per bruciare i cavi elettrici e stralciare la guaina d’isolamento con l’obiettivo di ricavare il rame.
Un’attività illegale e altamente pericolosa che, unita alla presenza di vegetazione secca e materiale facilmente infiammabile, costituiva una bomba ad orologeria pronta a esplodere al primo focolaio.
Le fiamme sfiorano le abitazioni tra Ostiense e Marconi
Il pronto intervento di diverse squadre dei Vigili del Fuoco ha impedito che la lingua di fuoco raggiungesse la struttura monumentale del Gazometro e i complessi abitativi adiacenti. Le operazioni di spegnimento sono state particolarmente complesse a causa della difficoltà d’accesso alla golena e della minaccia rappresentata dalle possibili esplosioni dei contenitori di gas rimasti tra le capanne.
Fortunatamente non si sono registrati né feriti né intossicati diretti tra gli occupanti dell’area, ma i residenti dei palazzi circostanti hanno vissuto ore di terrore con le finestre sbarrate per sfuggire alla morsa del fumo tossico. L’area, sottratta da anni a qualsiasi forma di controllo e bonifica igienico-sanitaria, ha mostrato ancora una volta l’inadeguatezza delle misure di prevenzione adottate per la sicurezza del territorio.
“Lo avevamo denunciato già l’8 aprile scorso, durante un sopralluogo effettuato nell’insediamento abusivo sorto all’interno del canneto di fronte al Gazometro: avevamo evidenziato il grave rischio rappresentato dalla presenza di baracche, rifiuti, materiali infiammabili e situazioni di forte degrado ambientale. Purtroppo, quanto accaduto conferma che il pericolo da noi segnalato era reale, una situazione che evidenziava un elevato rischio di incendio, aggravato dalla presenza di vegetazione secca e dalle condizioni climatiche. La nostra non era un allarmismo, ma la segnalazione di un pericolo concreto” – dichiarano Piergiorgio Benvenuti e Luca Emanuele, del Dip. Ambiente della Fed. Romana di FdI.
Una notte di fuoco che ha paralizzato l’intera Capitale
L’emergenza al Gazometro è stata soltanto uno dei tasselli di una notte drammatica di roghi tra Roma e provincia. Poche ore prima dell’incendio sul Tevere, il quadrante sud della città era stato scosso dal violentissimo rogo di via di Valleranello. Lì, le fiamme hanno investito un ristorante agricolo provocando la deflagrazione di diverse bombole di gas e costringendo le forze dell’ordine all’evacuazione precauzionale di abitazioni, hotel e della vicina Casa dello Studente a Muratella.
Contemporaneamente, un altro vasto incendio di sterpaglie e vegetazione a Setteville di Guidonia ha invaso la Strada Provinciale 28 bis, richiedendo l’intervento massiccio dei soccorsi e dei moduli antincendio della Protezione Civile. Una sequenza di eventi devastanti che riporta con forza al centro del dibattito la necessità di bonifiche immediate, controlli capillari e la rimozione definitiva degli insediamenti abusivi che continuano a minacciare la salute pubblica, la sicurezza e l’ambiente della Capitale.


















