Camminare sul marciapiede dovrebbe garantire sicurezza, ma per un’anziana di 73 anni di Ostia Antica, una routine quotidiana per andare a fare la spesa, si è trasformato in una trappola. Un lavoro eseguito male con noncuranza davanti a viale dei Romagnoli, hanno mietuto l’ennesima vittima, trasformando un tragitto quotidiano in un grave incidente che rischiava di avere conseguenze ancor più drammatiche.
Una caduta rovinosa su una vera e propria trappola lasciata sul cantiere dell’ex idrante: un taglio profondo, un trauma cranico e il rischio di danni cerebrali gravi per i sanpietrini mancanti
La vicenda affonda le sue radici al civico 743. In quel punto esatto si trovava da anni una colonnina idrante dei Vigili del Fuoco, storicamente utilizzata per il rifornimento delle autobotti in caso di incendio.
Una collocazione fin da subito ampiamente criticata dal quartiere, per la sua posizione scomoda e d’intralcio. Con la successiva realizzazione dell’Isola 30, la postazione dell’idrante antincendio soprasuolo era stata ufficialmente disattivata, e l’erogazione dell’acqua chiusa.
Nonostante il bocchettone dell’idratante fosse spento e fuori servizio da molti anni, la struttura era rimasta inspiegabilmente abbandonata al suo posto. Circa un mese fa, finalmente, si è deciso di intervenire per rimuoverla definitivamente.
Tuttavia, il ripristino del manto stradale è stato gestito con sconcertante approssimazione: la rimozione della colonnina è stata seguita da una risistemazione del fondo stradale del tutto superficiale, lasciando sanpietrini instabili, posizionati male e in diversi punti del tutto mancanti, creando dei veri e propri buchi sul camminamento.

La dinamica dell’incidente e le gravissime conseguenze
Il dramma si è consumato in piena mattinata, intorno alle ore 11:30. La donna di 73 anni stava passeggiando riponendo la massima fiducia nella tutela che un normale marciapiede dovrebbe offrire a ogni pedone.
Dopo aver attraversato regolarmente le strisce pedonali, le è bastato fare appena due passi per mettere il piede su un ciottolo traballante, accanto ad un buco dove il sanpietrino mancava. La donna ha così perso l’equilibrio ed è caduta rovinosamente e violentemente a terra, battendo la testa.
L’urto ha provocato un profondo taglio di cinque centimetri sulla parte destra del volto e come confermato da chi l’ha soccorsa nell’immediato una lesione dell’osso temporale, la delicata struttura del cranio che racchiude e protegge l’orecchio medio e interno.
Trattandosi di un’area anatomica fondamentale per la protezione di organi vitali e complessi, l’impatto ha esposto la donna a rischi medici gravissimi: possibili problemi all’udito, vertigini acute e persino il pericolo di una paralisi facciale permanente. L’anziana ha poi provveduto con l’aiuto dei cittadini a farsi curare il profondo taglio da cui perdeva molto sangue.

I soccorsi e l’ipotesi di mobilitazione dei cittadini
L’orario diurno dell’incidente ha evitato il peggio. Tra i primi a prestare aiuto Luigi e Mario, insieme ad altri passanti, che non hanno esitato a soccorrere la donna visibilmente insanguinata, impaurita e provata dai forti dolori. L’episodio ha scatenato l’immediata indignazione del quartiere per una situazione di degrado che poteva e doveva essere evitata con un minimo di prevenzione.
Resta l’amarezza per un cantiere chiuso senza alcun criterio di sicurezza pubblica, una condotta che mette quotidianamente a rischio l’incolumità dei residenti, nello stesso tratto di marciapiede sconnesso, dove un’altra persona anziana è caduta in un punto pericoloso in prossimità della pensilina del bus, dove mancano altri sanpietrini.
Tra gli abitanti della zona c’è ora la volontà di sporgere le dovute denunce formali. Contestualmente, sta prendendo forma l’ipotesi di una mobilitazione organizzata per protestare contro la ditta responsabile, chiedendo a gran voce che si rimetta mano immediatamente al lavoro malfatto, sistemando la pavimentazione prima che la noncuranza provochi ulteriori e irreversibili tragedie.


















