A 95 anni travolge una moto a Tor De Cenci: dopo morti e feriti, è rabbia per anni di inerzia sull’incrocio maledetto

Una donna di 48 anni è in ospedale dopo l'impatto con l'auto del 95enne: l'ennesima ferita grave nello stesso incrocio dove a marzo perse la vita un anziano

“Li avrete TUTTI sulla coscienza”. È l’urlo di disperazione e rabbia che si leva dai social a seguito del post che ieri sera annunciava l’ennesimo grave incidente avvenuto all’intersezione tra via di Mezzocammino e via Alfonsine nella zona di zona di Tor dè Cenci. Un incrocio maledetto che continua a mietere feriti e vittime.

Una donna di 48 anni è in ospedale dopo l’impatto con l’auto del 95enne: l’ennesima ferita grave nello stesso incrocio dove a marzo perse la vita un anziano

L’ultimo episodio di una sequenza che sembra infinita, di sinistri, si è consumato ieri domenica 19 luglio, precisamente alle ore 19:45. All’incrocio tra via di Mezzocammino e via Alfonsine si è verificato un violento impatto, la cui dinamica – se si sia trattato di uno scontro frontale oppure frontale-laterale – resta ancora da accertare con precisione.

A scontrarsi sono state una moto Harley-Davidson e una vettura Toyota IQ. Ad avere la peggio è stata la passeggera del veicolo a due ruote, una donna italiana di 48 anni, che ha riportato lesioni ed è stata immediatamente soccorsa dal personale sanitario dell’ARES 118 per poi essere trasportata all’ospedale Sant’Eugenio.

Il conducente della moto, un uomo italiano anch’egli di 48 anni, è rimasto invece illeso. Particolare che risalta nei rilievi è l’età del conducente dell’automobile coinvolta nello scontro: un uomo italiano di 95 anni. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale del IX Gruppo Eur, impegnati nell’esecuzione dei rilievi scientifici e nella complessa gestione della viabilità di un tratto viario ormai al collasso.

La tragedia di marzo e la scia di sangue

L’incidente di questa domenica è soltanto l’ultimo tassello di un mosaico tragico che martoria il quartiere. Lo scorso 13 marzo 2026, intorno alle ore 9:00, lo stesso identico punto è stato teatro di una tragedia mortale.

In quell’occasione, un uomo di 87 anni viaggiava a bordo della sua Toyota Yaris in direzione Spinaceto quando, proprio all’incrocio tra via Alfonsine e via di Mezzocammino, si è scontrato violentemente con un furgone Peugeot Boxer proveniente da Ostiense e guidato da un giovane di 33 anni.

L’impatto è stato devastante: i soccorritori giunti sul posto hanno tentato a lungo e disperatamente di rianimare l’anziano guidatore, ma l’87enne è deceduto sul colpo a causa delle lesioni riportate. Il conducente del furgone è stato invece trasportato in ospedale in forte stato di shock. E la scia di sangue su via di Mezzocammino risaliva già ai mesi precedenti, quando a fine dicembre un pedone romano di 69 anni era stato travolto e ucciso a poca distanza dall’incrocio maledetto.

Vent’anni di promesse, ritardi e illusioni

Dietro la frequenza spaventosa di questi eventi, che portano i residenti a segnalare anche due incidenti al giorno, c’è una storia decennale di inerzia istituzionale. Il tratto stradale presenta criticità strutturali note da tempo: la visibilità per i veicoli provenienti da via Alfonsine è praticamente nulla a causa di una curva insidiosa, e lo specchio parabolico presente si rivela del tutto insufficiente a garantire la sicurezza delle manovre.

I cittadini e il Comitato di Quartiere denunciano una situazione di totale immobilismo che dura da oltre vent’anni. Fin dal 2003 era stata infatti annunciata la realizzazione di rotatorie su via Alfonsine con uno stanziamento previsto di 200.000 euro, un’opera ripromessa anche nel 2013 ma mai passata dalla carta al cantiere a causa di continui intoppi burocratici, intoppi legati agli espropri e ritardi amministrativi.

Insieme alle rotonde, la comunità ha sollecitato negli anni nuovo asfalto, attraversamenti pedonali rialzati, semafori, presso largo Sergi e la zona Todis, marciapiedi e la riqualificazione della viabilità davanti alla EniStation, oltre all’adeguamento strutturale per il collegamento dei bus con la stazione Torrino Mezzocammino.

Tutte richieste rimaste finora disattese, mentre il dolore e la rabbia dei residenti si sono trasformati in proteste sul campo, tra cartelli rivolti alle istituzioni e un quartiere che non è più disposto a contare i feriti.