Un blackout che dura ormai da oltre settantadue ore e che sta mettendo a dura prova la pazienza di decine di migliaia di residenti tra Ladispoli e Cerveteri. Il blocco digitale, causato dal taglio netto di una dorsale principale della fibra ottica durante alcuni scavi nel sottosuolo, si sta rivelando più complesso del previsto.
Litorale paralizzato da tre giorni per un blackout causato da cavi tranciati. Intervento complesso per i tecnici. Il punto dell’assessore Fargnoli
I tecnici sono al lavoro giorno e notte, ma le operazioni di giunzione dei cavi ad alta capacità richiedono massima precisione e tempi tecnici obbligati, rallentando il ritorno alla piena normalità.
Il blocco sta paralizzando non solo lo smart working e lo svago domestico (molti utenti segnalano lo schermo della Tv “a mosaico” a Palo Laziale), ma anche i servizi essenziali. Uffici postali sbarrati, Pos fuori uso nei negozi e, fatto ancor più grave, terminali fuori servizio per le forze dell’ordine, dal commissariato alla caserma dei Carabinieri. La rete Tim sembra l’unica ad aver retto.
Il punto sui lavori: parla l’assessore
Le amministrazioni locali stanno monitorando il cantiere minuto dopo minuto per accelerare le operazioni di scavo e saldatura.
«La rete del traffico dati e mobile è stata purtroppo tranciata in modo irrimediabile in un punto nevralgico», spiega Gabriele Fargnoli, assessore di Ladispoli.
«Nonostante la complessità dell’intervento, il danno è stato parzialmente riparato e siamo attualmente tra il cinquanta e il sessanta per cento del ripristino. L’azienda ha lavorato anche di notte e sta continuando a lavorare per risolvere le criticità residue. Siamo consapevoli dei gravi disagi e l’obiettivo è restituire la piena connettività a cittadini e attività commerciali nel minor tempo possibile».
La luce in fondo al tunnel inizia a intravedersi, ma per il litorale laziale sono ore di febbrile attesa.

















