Il canale social della trasmissione “Chi l’ha visto?” ha lanciato l’allarme su una truffa pericolosa emersa tramite posta elettronica. Una spettatrice ha segnalato una falsa mail, apparentemente intestata all’Interpol, che la informava di indagini a suo carico per reati gravi, mirando in realtà a sottrarle dati e denaro.
Il canale social della trasmissione mette in guardia dalla mail fraudolenta con finti timbri e firme Interpol, per estorcere dati personali e pagamenti non dovuti sotto minaccia di arresto
La pagina social ufficiale della trasmissione Rai “Chi l’ha visto?” ha pubblicato la segnalazione il 7 luglio scorso, in cui denuncia un tentativo di truffa tramite phishing ai danni di una cittadina.
Il messaggio si presenta sotto forma di una presunta mail istituzionale, che utilizza indebitamente il nome e i loghi dell’Interpol (Polizia Criminale Internazionale) e della Direzione Generale dell’Interpol International.
L’oggetto della mail fraudolenta fa riferimento a una “Convocazione” per “Rapporto di indagine (Attività fraudolenta su Internet)”. Una falsa comunicazione, che informa il destinatario di presunte indagini a suo carico, condotte da una finta “Brigata di protezione dei minori”, relative a reati gravi quali pedofilia, pedopornografia ed esibizionismo.
E il meccanismo della truffa, anche in questo caso, si basa sulla paura e sull’utilizzo di terminologia pseudo-giuridica per indurre la vittima a credere alla veridicità della comunicazione e ad agire d’impulso.
Il metodo della mail fraudolenta e le false minacce
La mail, analizzata nel dettaglio nelle immagini, include poi falsi timbri e una finta firma del “Responsabile degli uffici del Servizio Internazionale Interpol”. Nel testo, l’ignoto destinatario viene informato che, a seguito di un’analisi dei suoi dati, sarebbero state individuate tracce dei suoi identificativi, collegandoli ai reati contestati.
Viene imposto un ultimatum rigoroso di 48 ore per fornire “giustificazioni” o contatteranno la gendarmeria più vicina al luogo di residenza della vittima. La mail fraudolenta include minacce esplicite, affermando che il file del destinatario verrà trasmesso a “diverse emittenti televisive nazionali di informazione” e che verrà schedato come criminale sessuale. Inoltre, minaccia l’arresto immediato e la detenzione, allo scopo di creare panico e a forzare una risposta rapida.

L’obiettivo della truffa: phishing e pagamenti non dovuti
Il post di denuncia di “Chi l’ha visto?” è estremamente chiaro sulla natura del messaggio: si tratta di un tentativo di phishing per rubare dati personali e chiedere pagamenti non dovuti.
L’obiettivo ultimo dei truffatori è duplice. In primo luogo, chi ha ordito questa truffa cerca di ottenere informazioni sensibili e dettagli dei conti correnti o delle carte di credito della vittima, magari richiedendo l’invio di documenti d’identità o di altre informazioni personali come “giustificazioni” o sotto forma di presunte multe o sanzioni da pagare online.
In secondo luogo, il pagamento non dovuto potrebbe essere richiesto per “archiviare le indagini” o evitare l’arresto e la diffusione mediatica minacciata. La mail fraudolenta cita infine, a supporto delle sue minacce, una finta “legge del marzo 2007”, e minaccia l’emissione di un mandato d’arresto immediato.
“Chi l’ha visto?” avverte il pubblico di essere vigile e di diffidare di tali comunicazioni, confermando che si tratta di una truffa per estorcere denaro e dati, che va immediatamente segnalata alla polizia postale.


















