Il contrabbando di fauna protetta fa rotta sul litorale laziale. Un caso di traffico di tartarughe a Civitavecchia è stato scoperto durante i controlli doganali sullo sbarco dei passeggeri. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, insieme ai funzionari dell’Ufficio delle Dogane, hanno intercettato il carico illegale. I rettili viaggiavano su un traghetto proveniente dal Nord Africa.
La Guardia di Finanza e la Dogana intercettano due esemplari vivi arrivati dalla Tunisia. Denunciato il conducente, rettili affidati a un centro di cura
La scoperta è avvenuta durante l’ispezione di un veicolo commerciale. Le Fiamme Gialle del Gruppo di Civitavecchia hanno isolato due esemplari vivi di Testudo graeca. Gli animali erano nascosti in un doppiofondo ricavato nel vano posteriore di un furgone. Un trucco studiato per aggirare i controlli di frontiera. Il conducente del mezzo, un cittadino di nazionalità tunisina, è stato deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia. L’uomo rischia pesanti sanzioni penali, inclusi l’arresto e l’ammenda, per la violazione della legge sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione.

Sequestro e trasferimento in un centro di recupero
I militari hanno bloccato tutto. Le tartarughe sono state sottoposte a sequestro probatorio d’iniziativa per sottrarle al mercato nero e preservare la prova del reato. Gli esemplari hanno lasciato lo scalo portuale. Il personale di vigilanza li ha affidati a una struttura specializzata e autorizzata per la tutela della fauna selvatica. Qui i veterinari hanno prestato le prime cure, verificando lo stato di salute e garantendo una custodia idonea alle necessità biologiche della specie.
Il potenziamento dei controlli CITES nello scalo
Il sequestro non è casuale. L’operazione nasce dal potenziamento della vigilanza CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora) all’interno del porto. I flussi commerciali marittimi restano monitorati per impedire il transito di merci illegali. La Guardia di Finanza mantiene alta l’attenzione sui traffici transfrontalieri. L’obiettivo specifico è reprimere il commercio clandestino tutelato dalla Convenzione di Washington, nata nel 1973 per tutelare le specie di flora e fauna minacciate di estinzione.

















