Terrore nella rivendita di gas a Anzio: dipendenti picchiati e rapinati. Tre arresti

Violento assalto armato in una rivendita di gas: dipendenti feriti. Incastrati dalle telecamere tre giovani, scatta l'arresto per rapina aggravata

Le armi sequestrate dopo la rapina

Una violenta rapina a mano armata ha trasformato un pomeriggio di ordinario lavoro in un vero e proprio incubo. È il dramma vissuto il primo luglio dai dipendenti di una rivendita di gas ad Anzio, finiti nel mirino di una banda di giovanissimi: tre ragazzi di appena 18, 20 e 22 anni che tra botte e minacce con le pistole si sono fatti consegnare poco meno di duemila euro.

Violento assalto armato in una rivendita di gas: dipendenti feriti. Incastrati dalle telecamere tre giovani, scatta l’arresto per rapina aggravata

L’efficace e tempestiva risposta dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Anzio ha però permesso di chiudere il cerchio in tempi record, portando all’arresto dei tre presunti responsabili in quasi flagranza di reato. 

I sospettati – un 22enne romeno e un 18enne italiano residenti ad Aprilia e un 20enne albanese residente a Roma – sono gravemente indiziati di rapina aggravata in concorso e lesioni personali.

L’assalto armato e l’aggressione ai dipendenti

La dinamica dell’assalto, ricostruita dai militari, ricalca il classico copione. Mentre un complice attendeva all’esterno a bordo di un’auto con il motore acceso, pronta per la fuga, gli altri due hanno fatto irruzione nel locale.

Con il volto travisato e armati di pistola, i rapinatori hanno minacciato i presenti. La situazione è degenerata rapidamente quando i due hanno aggredito i dipendenti per farsi consegnare l’incasso della giornata e dei documenti. Una raffica di calci e pugni che hanno costretto le vittime a ricorrere in pronto soccorso.

Le indagini lampo: incastrati dalla videosorveglianza

La svolta è arrivata grazie alla sinergia tra il Nucleo Operativo, l’Aliquota Radiomobile e la Stazione di Anzio.

Gli investigatori hanno avviato un’attività d’indagine lampo focalizzata su tre elementi chiave: analisi immediata delle immagini dei sistemi di videosorveglianza., incrocio dei dati all’interno delle banche dati dell’Arma, ascolto dei testimoni presenti al momento della rapina. 

Questi tasselli hanno permesso di individuare rapidamente il veicolo utilizzato per la fuga. Il successivo blitz a casa di uno dei complici ha fatto crollare il muro di silenzio, consentendo ai Carabinieri di rintracciare anche gli altri due presunti responsabili.

Il sequestro

Durante le perquisizioni domiciliari, i militari hanno rinvenuto e sequestrato due pistole a salve (fedeli repliche private del tappo rosso di sicurezza), gli indumenti utilizzati durante il colpo e una parte della refurtiva.

Per i tre giovani si sono aperte le porte del carcere: al termine delle formalità di rito, sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale di Latina, dove rimangono a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.