Si tuffa dal pontile di Ostia ma sbatte la testa e muore. Un bagnante ha tragicamente perso la vita con modalità che ricordano tante altre disgrazie. Eventi drammatici che, nel corso degli anni, hanno portato alla creazione del Centro paraplegici del Lido di Roma dove le persone vittime di tuffi in acque basse sono state prese in carico dal sistema sanitario per via delle paralisi e delle pesanti conseguenze neurologiche frutto di evoluzioni potenzialmente mortali. In questo caso per il tuffatore non ci sono state speranze ed è deceduto sul posto.
Si tuffa dal pontile di Ostia ma sbatte la testa e muore, niente da fare per un bagnante che ha commesso una tragica imprudenza
La vittima è un ragazzo, probabilmente di origine polacca, tra i 20 e i 30 anni che si trovava sul Lido di Roma in cerca di refrigerio.
Secondo una prima ricostruzione il giovane, apparentemente solo, si sarebbe spogliato e, dopo aver lasciato gli abiti sulla spiaggia raggiunta entrando dal varco posizionato sulla sinistra rispetto al Pontile, si sarebbe arrampicato sul parapetto gettandosi a capofitto mentre era in corso la bassa marea e la profondità delle acque in quel punto era minima.
Il disperato tentativo di salvataggio
L’impatto con la superficie sottostante è stato devastante. Troppo gravi le lesioni subite al capo e alla colonna cervicale tanto che il turista, notato in precedenti occasioni eseguire la stessa folle prodezza, ha perso immediatamente i sensi ed è rimasto esanime a pelo d’acqua.

I soccorsi sono scattati immediatamente. Chi aveva assistito al gravissimo incidente ha allertato i marinai di salvataggio del vicino stabilimento Aura (ex Battistini) che hanno recuperato il corpo portandolo a riva e tentato le manovre rianimatorie manuali in attesa dell’arrivo di un’ambulanza del 118 per gli interventi di defibrillazione e la somministrazione, in extremis, di una puntura di adrenalina.
Purtroppo il ragazzo non ha dato più segni di vita e anche i successivi tentativi dell’equipe medico sanitaria di salvargli la vita sono risultati vani. Le cause del decesso saranno accertate nel caso in cui l’autorità giudiziaria disponga di sottoporre la salma all’esame autoptico anche se la morte è stata, con ogni probabilità, causata da un trauma cervico spinale irreversibile.
Le indagini
Sulla dinamica e sulle fasi che hanno preceduto il tragico gesto sono in corso le indagini dei carabinieri.
I ripetuti richiami della polizia locale e dei bagnini
Negli ultimi giorni i bagnini e gli agenti del X Gruppo Mare della polizia locale di Roma Capitale sono dovuti intervenire in più occasioni per fermare gruppi di giovani che, nella totale incoscienza dell’età e della gravissime conseguenze di un tuffo in acque basse, hanno tentato ripetutamente di lanciarsi dal pontile di Piazza dei Ravennati.
Il precedente
Un analogo episodio era accaduto il 2 giugno del 2024 quando un giovane turista in vacanza a Ostia aveva concluso in modo drammatico la sua villeggiatura per un incidente sulle cui cause aveva indagato la polizia di Stato.
L’uomo era stato soccorso dal personale di un’ambulanza mentre agonizzava in riva al mare, ai piedi del Pontile dopo essere caduto in acqua rompendosi alcune vertebre cervicali.
L’allarme era scattato intorno alle ore 20.25 quando una voce femminile aveva contattato il numero unico delle emergenze sollecitando l’arrivo di un’ambulanza per il “fidanzato caduto dal Pontile che stava rischiando di affogare“.
Anche in quella circostanza si era trattato di un giovane 33enne di nazionalità italiana e di origini albanesi residente a Macerata. L’uomo rimase in sospeso tra la vita e la morte a causa delle lesioni spinali e di un principio di annegamento.
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