I capodogli danzano nelle acque dello Stretto prima di migrare verso nord: gli avvistamenti sulle coste laziali (VIDEO)

I capodogli danzano nelle acque dello Stretto seguendo un rituale misterioso ma ricco di significati

I capodogli danzano nelle acque dello Stretto prima di migrare verso nord. Anche le coste laziali sono state spesso oggetto di avvistamenti purtroppo, in molti casi di carcasse spiaggiate. Questi cetacei, infatti, prediligono le acque molto profonde dove si immergono per trovare nutrimento.

I capodogli danzano nelle acque dello Stretto seguendo un rituale misterioso ma ricco di significati

Il gruppo di Physeter macrocephalus, ripreso in un video realizzato da Massimo Bellantoni, si muove in modo sincronizzato, dando vita a una sorta di affascinante danza acquatica

Uno spettacolo straordinario che ha immediatamente scatenato la curiosità di appassionati e biologi marini sollevando interrogativi sulla natura di questo misterioso comportamento.

I segreti di una danza misteriosa

Dietro a coreografie così armoniose si celano spesso dinamiche fondamentali per la sopravvivenza della specie.

Secondo gli esperti, quando i capodogli si dispongono in formazioni così ravvicinate e geometriche, la ragione è quasi sempre legata alla protezione.

In particolare, questa specifica “danza” di difesa viene messa in atto quando una femmina del gruppo sta per partorire: i membri del branco si posizionano in cerchio per schermare la madre e il nascituro, entrambi estremamente vulnerabili in quel momento delicato

Il Mar Tirreno crocevia di questi splendidi cetacei

Sebbene non si tratti di un evento quotidiano, il Mar Tirreno centrale si conferma un’area cruciale per questi giganti del mare.

Anche il litorale laziale e le zone d’alto mare circostanti sono infatti ricchi di canyon sottomarini e fosse profonde -come quelle situate nei pressi delle Isole Pontine- che costituiscono l’habitat ideale per questi mammiferi, soliti scendere a grandi profondità per cacciare i calamari di cui si nutrono.

Gli avvistamenti nel Lazio

Recentemente, nell’agosto 2024, un altro avvistamento eccezionale aveva emozionato alcuni pescatori da diporto a circa 10 miglia nautiche al largo di Santa Marinella, dove due esemplari erano stati filmati non lontano dalla terraferma.

Un giovane esemplare femmina di circa 5 metri (successivamente ribattezzato “GEA”) era stato rinvenuto morto sulla spiaggia della Tenuta Presidenziale di Castelporziano nel 2019. Lo scheletro è stato recuperato e, dopo un lungo lavoro scientifico, è stato esposto a scopi didattici

I suoi resti sono stati esposti nella Casa Pelagos, il museo interattivo sul Santuario dei cetacei inaugurato nell’anno appena trascorso all’Oasi WWF di Orbetello, in Toscana, provincia di Grosseto.

Si è trattato di un progetto di ricostruzione delicatissimo che verrà descritto e vissuto in tutte le sue fasi e che in Italia rappresenta un vero unicum, un intervento di recupero mai visto per questa specie, con collaborazioni tra associazioni, un’università e con l’unico obiettivo di far capire agli appassionati la grandezza e bellezza di questi esemplari marini che vanno protetti in tutto il Mediterraneo.

Sempre nel 2023 un capodoglio si era incastrato sulla scogliera di Ostia, all’altezza del Lungomare Duca degli Abruzzi, in prossimità di piazza Gasparri.

Siamo riusciti –aveva raccontato a canaledieci.it Lisa Stanzani, presidente di Sotto al mare a risalire alle cause probabili della morte dell’animale anche grazie all’ausilio di un drone. Le immagini delle lesioni che lo hanno ucciso, confrontate con quelle di un animale gravemente ferito alla testa per via dell’impatto con la chiglia di un’imbarcazione che si trovava nei pressi di Ponza, ci hanno permesso di concludere che si trattava dello stesso cetaceo poi giunto fino al Lido di Roma”.  

Si tratta di un evento importante, dato che per quel capodoglio sarà come tornare a nuova vita, dopo la morte avvenuta nel 2019 sulle coste del litorale laziale e che era stato sotterrato proprio in quella tenuta dove ora sono state avviate le operazioni di scavo per disseppellirlo, riesumarlo e farlo “tornare a nuova vita”.

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