Mercati contadini negli ospedali: nasce il patto tra medici e agricoltori contro il cibo che fa ammalare

Il 10 luglio settanta strutture sanitarie italiane aprono le porte ai mercati contadini negli ospedali. Un'alleanza tra Coldiretti, Fondazione Aletheia e il Policlinico Gemelli per riportare l'alimentazione sana al centro della prevenzione

Il 10 luglio settanta strutture sanitarie italiane aprono le porte ai mercati contadini negli ospedali. Un'alleanza tra Coldiretti, Fondazione Aletheia e il Policlinico Gemelli per riportare l'alimentazione sana al centro della prevenzione
Immagine di repertorio

Settanta ospedali. Un solo obiettivo: fermare l’emergenza legata ai cibi ultraformulati. Venerdì 10 luglio i mercati contadini negli ospedali diventeranno il simbolo di un patto nazionale mai visto prima, che unisce agricoltori e camici bianchi sotto un’unica bandiera. È la prima alleanza strutturata tra chi produce cibo e chi cura le conseguenze dell’assunzione di quello sbagliato.

Il 10 luglio settanta strutture sanitarie italiane aprono le porte ai mercati contadini negli ospedali. Un’alleanza tra Coldiretti, Fondazione Aletheia e il Policlinico Gemelli per riportare l’alimentazione sana al centro della prevenzione

Al centro dell’iniziativa ci sono gli alimenti di origine incerta o manipolati. Oli miscelati spacciati per extravergini. Grano trattato con glifosato in pre-raccolta, pratica vietata in Italia ma ammessa altrove. E poi loro, i veri protagonisti negativi: i cibi ultraformulati, collegati da studi scientifici a 32 effetti avversi che colpiscono l’apparato gastrointestinale, metabolico, respiratorio e cardiovascolare, oltre a favorire l’obesità.

Roma fa da apripista. Dalle 9.30 di venerdì 10 luglio i mercati aprono al Gemelli e all’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola. Alle 10.30, nell’Aula Brasca del Policlinico, l’incontro istituzionale riunisce Vincenzo Gesmundo, segretario generale Coldiretti, Ettore Prandini, presidente Coldiretti, Daniele Franco, presidente Fondazione Policlinico Gemelli, Antonio Gasbarrini, direttore scientifico della Fondazione Policlinico Gemelli e presidente del comitato scientifico di Aletheia, Dominga Cotarella, presidente Campagna Amica, e Daniele Piacentini, direttore generale del Gemelli.

Il cibo sbagliato entra anche nelle mense scolastiche

I cibi ultraformulati non restano confinati alle cattive abitudini individuali. Sono ormai presenti nei menù di mense pubbliche e scuole. La comunità scientifica ha già tracciato il collegamento con obesità, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, tumori, steatosi epatica, disturbi intestinali e patologie neurodegenerative. C’è di più: una dieta “chimica” prolungata può incidere sulla fertilità, maschile e femminile, con ricadute dirette sulle prospettive demografiche del Paese.

La dieta mediterranea come argine

La risposta per contrastare questa tendenza arriva da un modello alimentare antico quanto efficace. La dieta mediterranea resta, secondo la scienza, uno degli strumenti di prevenzione più solidi disponibili. Nei mercati contadini organizzati negli ospedali si troveranno proprio gli alimenti che la letteratura scientifica associa a un effetto protettivo su cuore, cervello, metabolismo, vista e sistema immunitario.

Olio extravergine e pesce azzurro, fonti di grassi buoni per il sistema cardiovascolare. Ceci e lenticchie, alleati nel controllo del colesterolo. Noci e mandorle a sostegno delle funzioni cognitive. Pasta e cereali di qualità per un’energia stabile nell’arco della giornata. Agrumi, frutta e verdura, ricchi di antiossidanti, a rinforzo naturale delle difese immunitarie.

Chi promuove l’iniziativa e dove parte tutto

L’operazione porta la firma di Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, in collaborazione con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. Non agiscono da sole. Al loro fianco decine di eccellenze sanitarie nazionali: il Niguarda di Milano, il Gaslini di Genova, il Sant’Orsola Malpighi di Bologna, il Policlinico di Bari, gli ospedali civici di Palermo, il Santobono Pausilipon di Napoli, il Regina Margherita di Torino e il Mater Olbia Hospital. Una mappa che attraversa l’intero Paese.

Il messaggio che l’iniziativa vuole lasciare è diretto, quasi elementare: esiste un cibo che allunga la vita e uno che la accorcia. La differenza si gioca ogni giorno, a tavola.