E’ stata interrotta in queste ore, la scia di violenza che ha terrorizzato per mesi i passeggeri e i lavoratori della linea C della metropolitana di Roma. I carabinieri hanno arrestato due minorenni, considerati i responsabili di brutali aggressioni e rapine messe a segno con spietata regolarità nelle stazioni della periferia romana.
Decisive le indagini sulla baby gang, condotte dopo due drammatici episodi: sacerdote pestato finito in ospedale con un’emorragia cerebrale, e rider rapinato
Erano diventati il vero e proprio terrore della linea C della metropolitana di Roma, trasformando le stazioni in zone franche dove mettere in atto la loro violenza. Adesso, per un 15enne italiano e un 17enne romeno, la striscia di reati si è interrotta bruscamente con la notifica del collocamento in comunità . I carabinieri della stazione di Tor Bella Monaca hanno infatti eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale per i minorenni della Capitale nei confronti dei due giovanissimi.
Entrambi i ragazzi, nonostante la giovanissima età , sono studenti e risultano già noti alle forze dell’ordine per precedenti specifici. Le accuse pesantissime formulate dagli inquirenti nei loro confronti sono di rapina aggravata e lesioni personali aggravate in concorso, reati commessi ai danni di vittime indifese e colpite nei pressi dei vagoni.
L’assalto al rider a Torre Angela
Secondo quanto ricostruito meticolosamente dagli investigatori dell’Arma, i due minorenni sarebbero gli autori materiali di una rapina violenta ai danni di un rider e di una successiva aggressione a un sacerdote, fatti avvenuti a breve distanza di tempo lungo la linea C della metropolitana. Il primo drammatico episodio risale alla notte del 14 marzo scorso.
Nei pressi della fermata metropolitana “Torre Angela”, un rider, cittadino del Nepal di 37 anni che stava svolgendo il suo turno di lavoro, è stato improvvisamente circondato e aggredito dai ragazzi. Sotto la minaccia costante dei 2 giovani, la vittima è stata costretta a cedere il proprio monopattino elettrico, strumento indispensabile per le consegne, oltre ai documenti personali e a tutte le carte di pagamento in suo possesso.
Il pestaggio del sacerdote a Torre Gaia
Ancora più drammatico e cruento si è rivelato il secondo episodio, registrato dalle forze dell’ordine la sera del 4 maggio scorso, nei pressi della stazione della metropolitana C “Torre Gaia”. In questa circostanza, i due indagati avevano aggredito brutalmente un sacerdote che si trovava a transitare nello scalo ferroviario.
L’assalto, secondo i militari, è scattato per motivi del tutto futili, scatenando una furia cieca. La violenza inaudita dei colpi ripetuti che sono stati sferrati al volto e alla testa ha provocato alla vittima una grave emorragia cerebrale. Le condizioni del religioso sono apparse subito critiche, rendendo necessario il suo trasporto e il ricovero d’urgenza in ospedale per salvargli la vita.
Le indagini in corso e i complici della baby gang
Dopo settimane di accertamenti e indagini serrate, i 2 giovani criminali sono stati infine arrestati e immediatamente condotti all’interno di una struttura di comunità specializzata, a disposizione dell’autorità giudiziaria minorile.
Il quadro probatorio raccolto dai carabinieri della stazione Roma Tor Bella Monaca ha permesso di delineare con precisione la responsabilità dei ragazzi nei due episodi di cronaca. Tuttavia, l’attività investigativa non si ferma con questi primi provvedimenti. I militari dell’Arma stanno infatti proseguendo i controlli e gli accertamenti tecnici per risalire a eventuali altri complici che potrebbero aver fatto parte della baby gang o fornito supporto logistico durante le rapine messe a segno nella periferia est di Roma.
Le indagini e misure cautelari, rientrano sono nella fase delle indagini preliminari, pertanto di due minorenni indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

















