Il team di soccorritori di ARES118 Lazio è in volo verso il Venezuela colpito dal terremoto devastante che ha fatto centinaia di morti e che, al momento, conta più di 50mila dispersi, tra i quali ameno quasi una quarantina di italo-venezuelani.
Il team di soccorritori di ARES118 Lazio partito da Pratica di Mare per portare aiuto medico e sanitario alle popolazioni vittime del terribile sisma
Questa mattina venerdì 26 giugno, dopo il via libera da parte della Centrale di Coordinamento Regionale Maxiemergenze (Cross) di Pistoia, sono state attivate le procedure di mobilitazione del personale sanitario disponibile a fornire attività di soccorso alle popolazioni colpite dal sisma.

La squadra di medici e infermieri
ARES118 Lazio ha, così, individuato una squadra formata da due medici e cinque infermieri tutti operativi nel sistema di emergenza-urgenza della Regione e in possesso delle abilitazioni e delle certificazioni per svolgere attività USAR (Urban Search and Rescue) ITA 01, secondo il modello e le linee guida internazionali di assistenza INSARAG.

Il team di soccorritori, l’unico che dal Lazio partirà per il Paese sudamericano, ha predisposto tutti i materiali, i presidi medici e i farmaci necessari nella prima fase dei soccorsi, quella più dura e inevitabilmente più pressante, dati i margini di sopravvivenza ridotti di chi è rimasto sotto le macerie o è stato vittima di crolli, oltre che per la gestione dei codici di maggiore gravità.
Il contingente partito dall’aeroporto di Pratica di Mare
La task force è stata trasferita all’aeroporto di Pratica di Mare dove è stato costituito il contingente sanitario formato dal personale proveniente anche da altre zone d’Italia e che sarà impiegato nelle operazioni di soccorso alle vittime del terremoto.

“Siamo molto orgogliosi della pronta risposta del nostro sistema di emergenza -ha sottolineato Narciso Mostarda, direttore generale di ARES118 Lazio- ancora una volta i nostri specialisti hanno dimostrato competenza, professionalità e spirito di servizio pronti a portare aiuto concreto laddove ce ne sarà più bisogno”.
“Il contingente sanitario è già in viaggio per fare la propria parte nel grande sforzo di soccorso nazionale, Il nostro pensiero va alle popolazioni colpite”.
Riemergono dalla memoria non soltanto le immagini delle numerose operazioni di ricerca e salvataggio compiute in occasione di altre calamità naturali ma anche le scene dei medici e degli infermieri che si impegnarono, e in alcuni casi si sacrificarono, durante la spaventosa emergenza del Coronavirus.























