Sembrava un grosso sacco nero dell’immondizia galleggiare tra i bagnanti indifferenti. Invece, era una donna ormai priva di conoscenza per annegamento. E solo per l’intuito e la prontezza di riflessi dei marinai di salvataggio, quella donna è stata rianimata ed è viva.
Intervento eroico dei marinai di salvataggio che proseguono il loro lavoro nonostante il chiosco della spiaggia libera sia stato sequestrato. Defibrillatore chiuso dietro i sigilli
Si è sfiorato il dramma nel pomeriggio di ieri, mercoledì 24 giugno, nello specchio d’acqua antistante la spiaggia libera Spqr di piazzale Amerigo Vespucci a Ostia. Intorno alle 16,00 uno dei due marinai in servizio nonostante il sequestro del chiosco, avvenuto il 18 giugno, ha notato una grossa macchia scura galleggiare tra i bagnanti a una ventina di metri dalla riva. Il bagnino, ritenendo si trattasse di un sacco nero della spazzatura, è sceso in acqua per rimuoverlo e solo a pochi passi si è accorto che si trattava di un corpo privo di sensi. Nessuno si era accorto di quello che stava accadendo: la donna, completamente vestita, era su un fianco con la schiuma del bolo alimentare che fuoriusciva dalla bocca.
Fabrizio Sinceri, questo il nome del marinaio di salvataggio, ha attivato subito il collega rimasto a riva, Giuliano Torbidoni, e insieme hanno portato a riva la poveretta. “Non mostrava segni di vita – raccontano entrambi nella nostra testimonianza video – Abbiamo subito praticato c on energia le manovre di rianimazione”.
Dopo pochi minuti di applicazione, la donna ha ripreso i sensi. Nel frattempo un familiare, evidentemente il marito, rimasto a riva, si è avvicinato al capannello dei soccorsi: ha riconosciuto che si trattava della moglie. Si tratta di una coppia di cittadini polacchi di mezza età e lo straniero ha riferito che la moglie aveva appena mangiato un gelato e si era alzata per bagnarsi i piedi. Evidentemente è stata colta da malore ed è scivolata in acqua.
Sul posto è giunto l’equipaggio di un’ambulanza dell’Ares 118 e la donna è stata dichiarata fuori pericolo. Sesta riflessione il fatto nessuno dei bagnanti che erano in acqua, si sia accorto del malore della donna.
Va riferito che laddove ce ne fosse stato bisogno, non si sarebbe potuto attivare il defibrillatore perché tutto il materiale sanitario in dotazione è rimasto nel chiosco posto sotto sequestro.

















