Tornano temporali e nubifragi sulla Regione Lazio: scatta nuovo allarme per sicurezza e stabilità degli alberi

Forti correnti e temporali intensi colpiranno i bacini del Lazio causando smottamenti: a rischio alberature, ponteggi e dehors e i sistemi di scarico delle acque piovane

Il territorio regionale di nuovo sotto la minaccia di un violento nucleo ciclonico in quota. Un’improvvisa ondata di temporali sta per abbattersi stavolta sull’intera regione, dopo i danni e la devastazione dei giorni scorsi. Le autorità hanno decretato l’allerta gialla con un pericolo di crolli e allagamenti, imminente e reale.

Forti correnti e temporali intensi colpiranno i bacini del Lazio causando smottamenti: a rischio alberature, ponteggi e dehors e i sistemi di scarico delle acque piovane

L’equilibrio meteorologico della regione, torna ad essere compromesso da un nucleo ciclonico instabile in quota che sta spingendo masse d’aria fredda sopra il territorio arroventato dalle temperature caldissime di queste ore.

Una situazione che genera una forte instabilità atmosferica ed è pronta ad esploderà nelle ore pomeridiane di oggi mercoledì 24 giugno. Non si tratta di semplici piogge estive, ma di una vera e propria ebollizione dell’aria che darà vita a temporali rapidi, violenti e difficilmente prevedibili nella loro esatta localizzazione spaziale.

l fenomeno colpirà con forza tutto il territorio regionale (come visibile nella grafica in basso). L’energia in gioco è notevole e causerà lo sviluppo di imponenti sistemi nuvolosi capaci di scaricare enormi quantità di acqua in pochissimi minuti, accompagnati da una frequente attività elettrica.

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La mappa dei territori più a rischio

Il bollettino ufficiale della Protezione Civile ha dipinto di giallo l’intera mappa regionale, segnalando una criticità ordinaria per temporali che copre ogni singolo quadrante.

Le zone più esposte sono quelle interne, i territori pedemontani e le aree a ridosso dell’Appennino. Le aree direttamente coinvolte sono i Bacini Costieri Nord, il Bacino Medio Tevere e l’Appennino di Rieti.

La minaccia si estenderà rapidamente ai Bacini di Roma, alla zona dell’Aniene, ai Bacini Costieri Sud e al Bacino del Liri.

Nessun comune può considerarsi del tutto al sicuro. Nel tardo pomeriggio le celle temporalesche si sposteranno verso i settori orientali delle Campagne Romane e le pianure vicine, prima di un graduale e lento esaurimento dei fenomeni in serata.

I pericoli stradali e urbani da evitare

L’intensità dei rovesci metterà a dura prova i sistemi di smaltimento delle acque piovane, provocando immediati rigurgiti delle fognature e allagamenti localizzati. Le aree urbane depresse, i sottopassi, i tunnel e gli avvallamenti stradali potrebbero diventerare trappole pericolose in pochissimo tempo.

Chi si trova alla guida deve evitare assolutamente queste tratte e non deve sostare nei locali sotterranei o ai piani terra delle vie vicine ai canali. Lo scorrimento superficiale dell’acqua trasformerà le strade in torrenti, riducendo drasticamente l’aderenza degli pneumatici e la visibilità. Inoltre, sui versanti collinari e montuosi si potrebbero verificare piccoli smottamenti e cadute di sassi che rischiano di bloccare la circolazione stradale e ferroviaria.

La minaccia del vento e il crollo delle alberature

Il pericolo più subdolo e letale di questa ondata di maltempo è rappresentato dalle forti raffiche di vento che accompagneranno i temporali. Queste correnti improvvise possono destabilizzare i fusti degli alberi, spezzare rami di grandi dimensioni e causare il crollo improvviso di piante intere, specialmente nei parchi cittadini e lungo i viali alberati. Il vento forte minaccia anche la stabilità di pali della luce, come è avvenuto ieri pomeriggio, oltre a mettere a rischio anche impalcature dei cantieri, segnaletica stradale e strutture provvisorie come tendoni o dehors.

Per evitare tragici incidenti è fondamentale non parcheggiare i veicoli sotto gli alberi e non camminare nei pressi di cornicioni o strutture sospese. Le violente grandinate previste a macchia d’olio potrebbero distruggere i raccolti agricoli e danneggiare le automobili, mentre i fulmini costituiscono un rischio costante di incendi e lesioni.

Per la giornata di domani, giovedì 25 giugno 2026, la situazione tornerà in codice verde, sebbene rimarrà la possibilità di isolati fenomeni pomeridiani.