Locale trappola a Talenti: sigilli a nota “oasi urbana”, il doppio dei clienti e vie di fuga chiuse. La proprietà smentisce

Il locale si presentava come un angolo di evasione con musica dal vivo, ma nascondeva fili elettrici esposti e sporcizia: modifiche strutturali selvagge impedivano l'uso delle vie di fuga

Controlli a tappeto della Polizia di Stato nella movida del quartiere Talenti. Gli agenti della Divisione Amministrativa hanno posto sotto sequestro preventivo una nota “oasi urbana” della movida estiva. Il locale ospitava un numero di clienti pari al doppio della capienza consentita, registrando gravissime e diffuse violazioni strutturali, elettriche e di sicurezza per gli avventori.

Il locale si presentava come un angolo di evasione con musica dal vivo, ma nascondeva fili elettrici esposti e sporcizia: modifiche strutturali selvagge impedivano l’uso delle vie di fuga

Quello che doveva apparire come un suggestivo punto di ritrovo estivo nel cuore di Talenti, caratterizzato da musica dal vivo e ricercati giochi di luce, è finito al centro di un mirato controllo della Polizia di Stato. Gli agenti della Divisione Amministrativa della Questura, hanno infatti scoperto una fitta serie di irregolarità gestionali che hanno imposto il sequestro preventivo dell’attività.

L’oasi urbana sotto la torre

Il particolarissimo locale, era stato inaugurato circa tre anni fa, vantando un’immensa oasi urbana di 10mila metri quadrati tra Villa Ada e i Parioli. Ma la caratteristica quasi unica di questo luogo, è la presenza di una suggestiva torre che domina l’intera area verde.

Lo spazio polifunzionale, nato da un importante investimento, unisce ristorante, cocktail bar ed eventi all’aperto, offrendo un rifugio dal caos cittadino attraverso aree relax e addirittura un anfiteatro con una ricca programmazione di musica dal vivo.

Clienti oltre la capienza massima e sistemi di controllo falsati

La prima pesante anomalia emersa durante l’ispezione ha riguardato il numero di persone presenti nelle tre aree in cui è divisa la struttura. Al momento del controllo, l’affluenza di clienti era pari al doppio rispetto al limite massimo fissato dalla Commissione Comunale di Vigilanza, generando una situazione di pericolo per l’incolumità pubblica.

A rendere ancor più critica la gestione dell’evento sarebbe stata la totale inefficacia dei sistemi di monitoraggio degli ingressi. Il dispositivo contapersone situato all’entrata principale, gestito da un addetto alla sicurezza, indicava una cifra nettamente inferiore rispetto alle presenze reali. Scollegato a quello degli altri accessi poi, pregiudicava di fatto un conteggio realistico dell’affluenza effettiva all’interno della struttura.

Nonostante la serata prevedesse un tetto massimo di ingressi regolato da bigliettazione dunque, il responsabile della struttura non è stato in grado di quantificare con esattezza né i presenti effettivi né le prenotazioni previste per le ore successive, annullando di fatto la possibilità di attivare le necessarie procedure di sicurezza.

Vie di fuga bloccate e modifiche strutturali

Nel corso degli accertamenti eseguiti dagli agenti della Questura inoltre, sono emerse evidenti modifiche strutturali e funzionali degli spazi esterni e interni, che erano state appositamente realizzate con finalità di valorizzazione estetica del locale, ma a totale discapito di quanto rigorosamente previsto dalla planimetria iniziale approvata.

Una circostanza questa, che ha determinato una conseguente e pericolosa ostruzione delle vie di fuga in caso di emergenza, che peraltro erano solo parzialmente segnalate da una cartellonistica poco visibile.

In prossimità dei varchi di emergenza, infatti, erano state collocate consolle Dj, banconi, transenne e catene di ferro che ne impedivano il normale e rapido utilizzo da parte del pubblico, rendendo di fatto fruibile per l’uscita soltanto l’ingresso principale della struttura.

Carenze igieniche, impianti a rischio e sequestro

Il controllo della Polizia di Stato ha portato alla luce ulteriori e gravi carenze sul piano strutturale e sanitario. Sono state riscontrate condizioni igienico-sanitarie carenti in alcuni spazi del locale, oltre alla presenza di fili elettrici alla portata degli avventori, e posizionati nei guardaroba. Vario materiale infine era stato accatastato negli spogliatoi delle donne.

Il quadro di criticità sollevate sotto il profilo della sicurezza, ha dunque determinato il sequestro preventivo del locale. Le motivazioni alla base del provvedimento sono state accolte dall’Autorità Giudiziaria, che ha convalidato l’operato della Polizia di Stato.

Le evidenze investigative descritte attengono alla fase delle indagini preliminari, per l’indagato dunque, vige il principio di presunzione di innocenza fino a condanna irrevocabile.

La replica della proprietà

A seguito della chiusura del locale, al fine di salvaguardare i gli oltre novanta (90) dipendenti che lavorano presso la struttura e il buon nome del locale, il proprietario ha voluto precisare e contestare la serie di questioni che hanno portato al sequestro temporaneo della struttura. 

“Il locale non presentava né presenta modifiche e/o violazioni strutturali, finanche diffuse e gravissime, per il proprio personale e per gli avventori. Ogni sito della struttura – dichiara il titolare -, è stato controllato e autorizzato dalla competente commissione vigilanza pubblico spettacolo, la quale ha preventivamente vagliato le planimetrie e concessioni per la apertura dello spazio al pubblico: nessuna modifica strutturale e/o funzionale è stata realizzata dalla società senza le prescritte autorizzazioni. Ed infatti, la consolle Dj e i banconi, come tutte le strutture presenti erano autorizzati e riportati nelle planimetrie; le catene di ferro e le transenne non ostacolavano le predette vie di fuga. Non ci risulta inoltre, che il numero di clienti fosse il doppio di quello consentito e tale punto è comunque oggetto di accertamento e non definitivo. Il locale ha sempre posto la sicurezza dei propri dipendenti e dei suoi clienti al primo posto nell’ordine delle sue prioritá, e nessuna grave carenza igienica veniva riscontrata nei bagni, né c’erano fili o materiale elettrico alla portata degli avventori”.

La società ha fatto sapere infine, che è in costante contatto con la Questura di Roma e con la Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Roma, per il risolvere la questione e provvedere nel minore tempo possibile alla revoca del sequestro preventivo.