Dopo l’apposizione dei sigilli serali al Dadaumpa, lo stabilimento di Fiumicino obbligato per i prossimi quindici giorni a chiudere alle 19.00 il proprietario, Alessio Di Cosimo, annuncia ricorso al Tar. A canaledieci.it precisa: “Non siamo una discoteca e chiederemo la sospensiva della decisione assunta dal Questore di Roma al tribunale amministrativo, per poter riaprire di sera già dal prossimo weekend”.
Sigilli serali al Dadaumpa di Fiumicino, misure eccessive e ingiustificate secondo il gestore della struttura
Di Cosimo allarga le braccia e non riesce a capacitarsi di come le attività svolte durante l’orario serale dallo stabilimento, miracolosamente riaperto dopo il devastante incendio di inizio anno, possano essere state confuse dagli agenti della Divisione Amministrativa della Questura fino al punto di qualificarle come discoteca.
“C’è una differenza sostanziale tra gli eventi privati che organizziamo da anni durante l’orario serale -spiega Di Cosimo- e le discoteche che svolgono attività di trattenimento danzante abusivo. Tutti i nostri impegni sono contrattualizzati, si tratta di matrimoni, cresime, compleanni ed eventi simili. Se fai una serata aperta al pubblico è tutt’altra cosa”.
“La Questura ha preso un abbaglio, e i nostri cancelli sono chiusi quando si svolgono feste ed eventi e basta fare una ricerca su Google per accertarsi di quello che facciamo. Incluso il matrimonio in programma il prossimo weekend nella speranza di ottenere dal Tar la temporanea rimozione dei sigilli in attesa di una successiva udienza che valuti la questione nel merito”.
Eccessi nelle misure della Questura
Intanto il Dadaumpa sta affrontando questa complicata situazione con lo stesso impegno dimostrato per riaprire il locale devastato da un rogo all’inizio dell’anno e dalle cui ceneri era risorto come l’araba fenice inaugurandolo con una festa gratuita aperta a tutti il 23 maggio scorso.
Scorrendo la lista delle attività serali svolte sino a ora spiccano concerti per sassofono, baby shower, le feste dedicate ai nascituri con palloncini, torte e regali annessi ai genitori in attesa, nozze con rito civile seguite sì da balli ma che nulla hanno a che vedere con le draconiane misure imposte dalla polizia per le presunte attività di discoteca notturna.
I controlli, così come precisato nella nota della Questura sono stati avviati “all’indomani di un grave episodio di violenza verificatosi nella notte tra il 14 e il 15 giugno scorso”.
Trasparenza
Ma anche qui Di Cosimo pretende precisione e trasparenza. “Lo scontro fisico tra un giovane e uno dei nostri buttafuori non solo è avvenuta il giorno dopo i fatti ma anche a una certa distanza dallo stabilimento La persona in questione è il vigilante di una società di security cui ci rivolgiamo -sottolinea il proprietario- per garantire la sicurezza dei nostri ospiti, fattore che teniamo ben presente sotto il profilo dell’ordine pubblico oggetto di contestazione da parte degli inquirenti.
“Molti giovani stazionano di fronte ai cancelli, hanno certamente diritto di entrare al bar per consumare acqua e di certo non bevande alcoliche, ma evitiamo che possano creare assembramenti sul lato spiaggia perché spesso queste riunioni estemporanee degenerano in liti violente. Cosa c’entriamo noi con quanto non solo è accaduto fuori dalla nostra struttura ma a opera di un buttafuori che ci è stato fornito da un’azienda di intermediazione?”, si chiede ancora Alessio Di Cosimo.
Il nesso tra i controlli sulla discoteca che non c’è, e i fatti risalenti alle prime luci dell’alba del 15 giugno è evidentemente forzato, per non dire campato in aria.
“Proprio per il tipo di iniziative private che organizziamo tutto vigliamo, tranne che si verifichino problemi di sicurezza ma la cosa più avvilente è la catena di aggressioni verbali che adesso arrivano al nostro centralino telefonico per non parlare delle minacce persino di morte scritte dagli haters su Internet, fa veramente male, molto più dell’incendio e dei sigilli che spero riusciremmo a far rimuovere la più presto dal Tar del Lazio”, conclude il gestore del Dadaumpa.
Il tutto senza considerare la paradossale appendice per cui lo stesso ristorante che, fino alle 19.00 può operare in modo legittimo si trasformerebbe, appena un minuto dopo, in una kasba serale non autorizzata. Una sorta di limbo assimilato a quelle “attività di trattenimento danzante abusivo” che sono all’origine della sanzione di polizia apposta sui cancelli dello stabilimento balneare.
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