Arrestato ad Acilia dalla sezione Catturandi dell’Arma latitante condannato per associazione a delinquere in quanto facente parte di un’organizzazione criminale dedita a truffe ed estorsioni aggravate in danno dell’azienda capitolina per conto della quale lavorava.
Arrestato ad Acilia dalla Sezione Catturandi dell’Arma un condannato a pena da espiare in carcere che si nascondeva alle porte del litorale romano
L’uomo, un cittadino 43enne dello Sri Lanka, deve espiare una condanna alla reclusione della durata di 2 anni e sei mesi ed era nell’elenco predisposto dall’unità specializzata nella ricerca di latitanti destinatari di provvedimenti restrittivi caratterizzati da fattispecie di reato con pene di elevato spessore.
Attività di info-investigazione
La ricerca è stata effettuata mediante attività di info-investigazione. Questo reparto dell’Arma opera, generalmente, all’interno dei Nuclei Investigativi dei Comandi Provinciali localizzati nelle grandi città o in strutture investigative centrali come il Raggruppamento Operativo Speciale (Ros).
L’obiettivo primario della Sezione Catturandi è la localizzazione e l’arresto dei latitanti con sanzioni detentive passate in giudicato e non necessariamente per reati di stampo mafioso. Il target, infatti, spazia dai criminali comuni particolarmente pericolosi, fino ai grandi boss della criminalità organizzata (mafia, ‘ndrangheta, camorra).
Sistemi di individuazione
L’attività investigativa viene svolta attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche e punta a ricostruire l’analisi dei flussi finanziari che puntano a ricostruire i canali di approvvigionamento attraverso cui il ricercato si mantiene durante la fuga.
Ulteriori strumenti di indagine sono rappresentati dal monitoraggio dei social media e della rete di cyber-intelligence che rappresenta un ulteriore canale di acquisizione di notizie relative, per esempio, agli spostamenti del ricercato.
L’attività sul poi campo risulta cruciale. I militari trascorrono, infatti, giorni, a volte mesi, in servizi di osservazione, controllo e pedinamento che si concentrano sulla “rete di protezione” del latitante, in particolare parenti, amici, e fiancheggiatori che consentono al condannato di sottoporsi a visite mediche, di procacciarsi cibo oppure di incontrare, sotto copertura, i propri congiunti con dati che, spesso, permettono di arrivare al suo nascondiglio.
L’attività info-investigativa svolta dai Carabinieri della Sezione “Catturandi” su scala nazionale, ha permesso di segnalare ai comandi dell’Arma territorialmente competenti, elementi utili al rintraccio di ulteriori 2 soggetti destinatari di provvedimenti restrittivi con pene elevate, i quali sono stati individuati e tratti in arresto in tempi molto brevi.




















