Emergenza idrica a Ciampino: scatta il divieto assoluto di usare l’acqua per piscine, auto e giardini

Acqua razionata a Ciampino fino al 30 settembre: stop a sprechi e lavaggi, scattano i controlli a campione con la Polizia Locale

Immagine non collegata ai fatti

Scatta lo stato di massima allerta a Ciampino per una crisi idrica imminente che rischia di lasciare a secco l’intera comunità. Con un provvedimento d’urgenza e indifferibile, l’amministrazione comunale ha blindato i rubinetti cittadini, imponendo divieti draconiani contro qualsiasi spreco d’acqua potabile per tutta la durata della stagione estiva.

Acqua razionata a Ciampino fino al 30 settembre: stop a sprechi e lavaggi, scattano i controlli a campione con la Polizia Locale

La situazione di grave criticità legata alla disponibilità di risorse idriche ha spinto la Sindaca di Ciampino, l’avvocato Emanuela Colella, a firmare un’ordinanza sindacale d’emergenza (la n. 7 del registro generale n. 125, emanata il 10-06-2026).

Il provvedimento si è reso necessario a seguito di una nota formale inviata da Acea Ato 2 Spa il 14/05/2026, con la quale la società di gestione ha chiesto azioni immediate di prevenzione e contrasto agli usi impropri della fornitura.

Per evitare una totale paralisi della rete e far fronte ai mesi più caldi dell’anno, l’atto introduce una severissima regolamentazione valida a partire dalla data di pubblicazione e fino al prossimo 30 settembre 2026.

La mappa dei divieti e le restrizioni per la cittadinanza

L’ordinanza parla chiaro: è rigorosamente vietato l’uso dell’acqua della rete idrica comunale per scopi diversi da quelli normali domestici e regolarmente autorizzati. Nello specifico, fino al 30 settembre 2026 i cittadini dovranno rinunciare all’irrigazione di orti e giardini privati tramite condotte allacciate all’acquedotto. È fatto assoluto divieto di riempire qualsiasi tipo di piscina privata, lavare automobili, cicli e motocicli, o utilizzare la risorsa per utilizzi ludici.

L’acqua non potrà essere prelevata dalle fontane pubbliche per usi extra alimentari e gli idranti antincendio stradali rimarranno sigillati, utilizzabili unicamente per le emergenze di spegnimento dei roghi. Sono esclusi dai blocchi solo i servizi pubblici di igiene urbana e l’irrigazione parsimoniosa dei parchi pubblici e cimiteriali qualora non sia possibile l’orario notturno.

Multe pesanti e denunce penali per i trasgressori

I disagi per i residenti saranno inevitabili, ma l’amministrazione ha scelto la linea della fermezza totale. Chiunque violerà i divieti andrà incontro a sanzioni amministrative pecuniarie comprese tra un minimo di 25 euro e un massimo di 500 euro, applicate in solido a chi ha titolo sul sito dell’infrazione. Inoltre, restano ferme le sanzioni penali previste dall’articolo 650 del Codice Penale.

Per i trasgressori recidivi che dimostreranno un totale disprezzo della risorsa pubblica, l’ordinanza dispone la denuncia diretta alla Procura della Repubblica per l’avvio di procedimenti penali per grave danno alla collettività. I controlli sul corretto utilizzo saranno effettuati a campione da Acea Ato 2, Polizia Municipale e Forze dell’Ordine.

I dati dello spreco e gli accorgimenti imposti

A pesare sulla decisione sono anche i dati tecnici sui consumi domestici: un rubinetto aperto eroga 13 litri al minuto e il 40% dell’acqua domestica finisce nei water. Per una doccia di 5 minuti servono 60 litri, contro i 120 litri di una vasca.

Il Comune invita perciò a montare frangigetto nei rubinetti per risparmiare il 50% dell’acqua, a non lavare i piatti con acqua corrente se non per il risciacquo, a preferire la doccia chiudendo il flusso mentre ci si insapona, e ad avviare elettrodomestici solo a pieno carico per risparmiare fino a 11mila litri all’anno. L’ordinanza è stata notificata alla Prefettura di Roma, alla Protezione Civile, alla Asl Roma 6 e a tutte le forze di polizia locali per la sua immediata e rigida applicazione sul territorio