Blitz del Nas a Marcellina: stop per il ristorante di “Pierino”, l’influencer della “vera ciccia” (FOTO)

Piatti non troppo lindi, carenze igieniche e il caso del Pos mancato. Pierino, il re della "ciccia", fermato dai carabinieri: fornelli spenti e multa da 3.000 euro

Nella foto l'infuencer Flavio, in arte «da Pierino»

Pierino l’influencer della ciccia costretto a chiudere i fornelli. Dalle griglie infuocate di TikTok allo stop dei Carabinieri. Piccolo intoppo nell’ascesa social di Flavio, in arte “Pierino”, l’influencer dell’ominimo ristorante di Marcellina capace di raccogliere oltre 110 mila follower a suon di video estremi, provocazioni, tagliate alla brace dai nomi bizzarri e che ha lanciato uno slogan tutto suo “Se volete la vera ciccia, n’annate a piagne”…

Piatti non troppo lindi, carenze igieniche e il caso del Pos mancato. Pierino, il re della “ciccia”, fermato dai carabinieri: fornelli spenti e multa da 3.000 euro

Il suo noto ristorante alle porte di Roma – che assicurava pasti gratis per i bambini, mega bistecche e il due per uno per la pizza – ha ricevuto l’ordine di non somministrare cibo a seguito di un blitz congiunto dei Carabinieri della compagnia di Tivoli e del Nas (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità). Nessun sigillo. A Pierino è stato intimato solo di non cucinare, almeno per il tempo necessario di tornare in regola.

I militari avrebbero riscontrato numerose e gravi irregolarità: dal mancato rispetto della normativa Haccp a profonde carenze igienico-sanitarie. Condizioni che, ironia della sorte, erano spesso visibili sullo sfondo degli stessi video pubblicati dall’influencer.

A stretto giro dal provvedimento, è circolata una seconda notizia: “Pierino” ha deciso di sbarazzarsi della struttura. Lo storico locale è stato infatti ufficialmente messo in vendita.

L’annuncio parla di una superficie di 310 metri quadri proposta al prezzo di 270 mila euro. Un prezzo che per molti addetti ai lavori ha tutto il sapore di un affare, al netto dei necessari lavori di ristrutturazione.

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Nella foto l’infuencer Flavio, il patron del ristorante “Pierino”

Il verdetto dei Nas e le recensioni-profezia su TripAdvisor

Il provvedimento dei militari parla chiaro: sospensione momentanea dell’attività di somministrazione e una sanzione amministrativa di 3.000 euro.

Trattandosi di una proprietà privata, il titolare potrà continuare a entrare nel locale, ma non potrà servire un solo cliente fino alla totale messa a norma della struttura. In caso di violazione dell’ordinanza, scatterebbe la denuncia penale. 

Che la situazione igienica fosse, talvolta, al limite non era un mistero. Il locale, che nei fine settimana restava aperto fino alle 5 del mattino attirando giovani da tutta Italia, era da tempo nel mirino dei clienti su TripAdvisor.

Le recensioni fotografavano una realtà ben distante dal fascino dei social: c’è chi segnalava piatti e bicchieri non lindi e chi, con precisione certosina, descriveva tavolini traballanti e moscerini.

Tra i commenti, una recensione in particolare è risuonata come una profezia millimetrica: “Pierì, fa’ ‘na cosa: prega Iddio che non trovi il carabiniere del Nas che ha voglia de lavorà, sennò so’ dolori“. Quel giorno, alla fine, è arrivato. Precisamente ieri. Pierino-Flavio ha chiuso le cucine e da quel momento si è limitato a salutare i suoi follower che sono passati al ristorante. 

Tra “Menu PSG” e la carne-cioccolata: il fenomeno social

Il ristorante — che Flavio ha ereditato dal padre Pierino, mantenendone il nome — era diventato un vero e proprio caso web. Milioni di visualizzazioni alimentate da un cortocircuito di hype e “hate” (l’odio social).

Gli hater lo contestavano regolarmente per la cottura della carne (spesso bruciata fuori e totalmente cruda all’interno) e per la sistematica assenza del Pos, più volte rimarcata dagli utenti nei commenti.

Eppure il format funzionava, soprattutto tra i giovanissimi. Ad attirarli erano le intuizioni di marketing grossolane ma efficaci di Flavio: la carne ribattezzata “cioccolata” e declinata in varianti come GalakKitKat e Kinder Bueno, affiancata da menu a tema calcistico, su tutti il famigerato Menu Psg”.

Va detto che, al netto del folklore e della sporcizia, la qualità della carne e delle fettuccine veniva spesso lodata dai clienti. Il resto era un gioco di specchi tra finzione e realtà, recitato su TikTok a colpi di sfide e spacconerie.

Il “dissing” e le incursioni dei ragazzi: così è scattato il controllo

A far precipitare la situazione, oltre alle segnalazioni online, sarebbe stata la cosiddetta “guerra del PSG”: una serie di “dissing” (scontri verbali) su TikTok che hanno trasformato il locale nella meta di incursioni da parte di bande di giovanissimi.

I ragazzi partivano per Marcellina con l’unico scopo di provocare l’influencer e documentare le proprie bravate sui social, come quando allagarono intenzionalmente uno dei bagni del locale.

Una situazione degenerata rapidamente che, unita alla straripante notorietà web del locale, ha finito per accendere i riflettori delle forze dell’ordine. La griglia di Pierino – con gli oltre 40 anni di attività alle spalle – si è spenta e, se qualcuno non deciderà di rilevare le mura per i richiesti 270 mila euro, rischia di non riaccendersi mai più.