Deepfake e revenge porn, la Procura di Roma oscura il sito “cFake”: tra le vittime Meloni e Schlein

Il blitz della Procura di Roma contro i deepfake: sequestrato il dominio cFake, il portale internazionale con foto e video hard 

truffe online

Colpo al mercato nero dei falsi d’autore a sfondo sessuale. La piattaforma “cFake.com”, uno dei principali portali globali utilizzati per la diffusione online di immagini e video deepfake (immagini incredibilmente realistiche create grazie all’intelligenza artificiale), è stata definitivamente oscurata.

Il blitz della Procura di Roma contro i deepfake: sequestrato il dominio cFake, il portale internazionale con foto e video hard

Il sito era specializzato nella pubblicazione di contenuti sessualmente espliciti che ritraevano donne del mondo della politica (nazionale e internazionale), dello spettacolo, dello sport e della cultura, i cui volti venivano applicati su corpi nudi o in contesti hard grazie all’uso spregiudicato dell’intelligenza artificiale.

Tra le vittime personalità come la premier Giorgia Meloni, Chiara Ferragni, Elly Schlein, Laura Pausini.

L’operazione, che segna un punto di svolta nel contrasto ai crimini informatici e alla violenza di genere digitale, è il frutto di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma e condotta dagli specialisti del Servizio Polizia Postale e per la sicurezza cibernetica.

Com’era strutturato il portale del finto hard

L’inchiesta è scattata a ottobre 2025, quando agli uffici della Polizia Postale sono pervenute numerose segnalazioni da parte di vittime e utenti. Il sito si presentava con una veste grafica del tutto simile a quella dei più noti portali per adulto con interfaccia in lingua inglese per raggiungere un pubblico globale; suddivisione in categorie e temi specifici (catalogati per nome e professione delle vittime) e un finto filtro d’accesso basato su una semplice autocertificazione della maggiore età.

Dietro questa apparente normalità da sito di intrattenimento si nascondeva un gigantesco archivio di finti video hard creati all’insaputa delle dirette interessate, configurando una massiccia violazione della dignità e dei diritti personali.

L’asse Roma-Washington: il sequestro e il “Take It Down Act”

Gli accertamenti tecnici dei cyber-investigatori italiani hanno permesso di localizzare i server e l’infrastruttura di hosting della piattaforma negli Stati Uniti.

A novembre dello scorso anno, il Tribunale di Roma – su richiesta dei magistrati capitolini – ha emesso un decreto di sequestro preventivo, eseguito inizialmente con l’oscuramento del sito sul territorio nazionale per impedire l’accesso ai navigatori italiani.

La svolta definitiva è arrivata grazie alla cooperazione internazionale. L’HSI (Homeland Security Investigations), l’agenzia del Dipartimento per la sicurezza interna statunitense, ha risposto all’impulso italiano attivando il Dipartimento di Giustizia americano (DOJ). È stato così emesso un provvedimento di sequestro del dominio “cFake.com” in base al “Take It Down Act”, la severa normativa federale statunitense nata proprio per contrastare la diffusione non consensuale di materiale intimo e deepfake.

Un precedente cruciale per la tutela delle vittime

L’operazione rappresenta un risultato positivo della cooperazione internazionale di Polizia nel contrasto ai fenomeni di abuso delle tecnologie di intelligenza artificiale

Questo successo investigativo dimostra come la sinergia transatlantica sia ormai l’unica arma efficace contro reati che non conoscono confini geografici. L’oscuramento di cFake non è solo un successo tecnico, ma un atto fondamentale a tutela della dignità, dell’immagine e dei diritti delle donne troppo spesso vittime di una tecnologia piegata alla diffamazione e al cyber-bullismo.