Bunker della cocaina sopra le case popolari: nell’attico abusivo 11 kg di droga per rifornire le piazze romane (VIDEO)

Nel locale tecnico rubato al condominio, l'hub logistico della cocaina romana e gli smartphone per i clienti delivery

Un continuo e sospetto via vai di persone all’interno di un complesso di edilizia popolare a Ponte di Nona nascondeva un’attività criminale su larga scala. Tra le palazzine della periferia romana, un intero locale tecnico sul terrazzo era stato trasformato abusivamente in un hub logistico per il mercato della cocaina.

Nel locale tecnico rubato al condominio, l’hub logistico della cocaina romana e gli smartphone per i clienti delivery

I residenti della zona e le pattuglie sul territorio avevano notato da tempo anomalie evidenti in quel lotto di edilizia popolare nel quartiere di Ponte di Nona. Un flusso costante e ingiustificato di estranei entrava e usciva dal portone a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Non si trattava di normali visite condominiali, ma di un movimento frenetico che ha immediatamente acceso i riflettori degli investigatori della Polizia di Stato del VI Distretto Casilino e delle Volanti.

L’ipotesi, poi rivelatasi esatta, era che all’interno di quel complesso si nascondesse una delle principali basi di stoccaggio e smistamento della droga, destinate a rifornire le piazze di spaccio più calde della Capitale. Tutto, in quel contesto, poggiava sull’illegalità: una vera e propria attività industriale pesante, inserita a forza nel tessuto di un condominio residenziale.

Il bunker sul terrazzo condominiale

Il cuore pulsante dell’operazione criminale era un locale tecnico situato sul terrazzo condominiale dello stabile. L’area, che per legge sarebbe dovuta servire alla manutenzione del palazzo, era stata occupata e trasformata abusivamente in una sorta di “attico” privato, invisibile dall’esterno e blindato agli occhi dei residenti.

All’interno di questa base logistica, gli inquirenti hanno trovato una vera e propria catena di montaggio. Era qui che veniva custodito il kit per la pesatura e il confezionamento della sostanza stupefacente. Il sistema di distribuzione era moderno ed efficiente, basato su una fitta rete di consegne in modalità delivery.

Gli ordini venivano gestiti in tempo reale attraverso due smartphone dedicati, che servivano a tenere i contatti stabili con i clienti e a pianificare le consegne rapide per evitare di dare nell’occhio.

Le Indagini

Per scardinare la centrale dello spaccio, i poliziotti hanno dislocato diverse pattuglie in punti strategici e coperti attorno all’area dell’edificio popolare. registrando ogni movimento del 41enne sfuggente e guardingo tra il terrazzo e il vano scale.

Quando gli agenti lo hanno raggiunto e bloccato al secondo piano, l’uomo aveva tra le mani una vistosa busta gialla, di cui disperato tentativo di salvarsi, ha provato a disfarsi.

Al suo interno erano nascosti dieci panetti sigillati di cocaina pura, per un peso record di oltre 11,5 kg. Successivamente, grazie a un mazzo di chiavi trovato nelle tasche del quarantunenne, gli investigatori sono riusciti ad aprire la porta del locale tecnico sul terrazzo, svelando l’ultimo tassello del laboratorio abusivo.