Migliaia di metri cubi di sabbia da asportare per la sicurezza del porto e il contrasto all’erosione: il dragaggio del porto di Anzio apre il piano triennale della Regione Lazio
L’obiettivo è preciso: scavare il fondale per permettere il transito dei pontoni che andranno a riposizionare e rimodellare otto scogliere esistenti nei pressi del promontorio di Capo d’Anzio. Verranno asportati circa 8.000 metri cubi di sabbia — un volume che, una volta rimosso, libera spazio di manovra per chi quel porto lo usa ogni giorno.
Le manovre in porto diventano più sicure
Chi lavora in mare ad Anzio conosce bene il problema: le manovre in entrata e uscita dal porto sono da tempo più complicate del necessario. Il dragaggio restituisce margine di sicurezza agli operatori ittici e agli aliscafi, con ricadute dirette sia sul lavoro che sul turismo. Lo sottolinea l’assessore regionale alla Tutela del Demanio e Territorio, Fabrizio Ghera: “Con questo intervento verranno asportati circa 8mila metri cubi di sabbia e ciò consentirà anche agli operatori ittici e agli aliscafi di poter compiere le manovre in entrata e uscita dal porto in sicurezza, favorendo quindi le attività lavorative e il turismo.”
Novanta milioni per difendere la costa laziale
Il cantiere di Anzio non è un episodio isolato: è parte di un progetto più ampio e strutturato. Il dragaggio si inserisce infatti nel piano triennale di difesa della costa finanziato dalla Regione Lazio con 90 milioni di euro, un programma che abbraccia ripascimenti, costruzione di scogliere a mare e altri interventi pianificati sulla base dello studio della costa realizzato dall’Università degli studi di Roma Tre.




















