Un “asciutto risveglio” per gli abitanti di Magliano Romano, in particolare per il quartiere delle “Case Nuove”. Questa mattina, già dalle prime luci dell’alba, si è riscontrata un’assenza totale di acqua. Stesso copione, stesso periodo dello scorso anno: aleggia di nuovo l’ombra della siccità e del totale abbandono.
Rubinetti a secco per i serbatoi dell’acqua vuoti di Talete: ira dei residenti dopo il blitz al nuovo pozzo che svela la pompa scollegata e senza tubazioni
Il risveglio per la popolazione di via Romana e delle zone limitrofe è stato come ricominciare un incubo. Una totale mancanza d’erogazione dell’acqua ha paralizzato le attività domestiche. La frustrazione corre tra i cittadini, costretti a constatare che, a distanza di dodici mesi, nulla è cambiato. Una nota proveniente dai canali ufficiali ha confermato la gravità del blocco operativo: “La Talete riferisce che i serbatoi dell’acqua che servono la zona interessata e sono vuoti” – ci scrive un cittadino esasperato.
Davanti ai rubinetti che non emettono un filo di pressione, la popolazione esprime dubbi e interroga le autorità locali sulla reale efficacia degli investimenti strutturali sbandierati nei mesi scorsi. La domanda che rimbalza tra le strade del paese è diretta e priva di giri di parole: “MA IL NUOVO POZZO INSTALLATO non funziona???”. Lo spettro della carenza idrica sistemica dunque, torna a colpire una comunità già stremata, che si ritrova a rivivere una situazione identica a quella passata.
I precedenti del 2025: il manganese sette volte oltre i limiti
Per comprendere l’ira dei residenti di questo borgo di 1300 abitanti, occorre riavvolgere il nastro al mese di luglio del 2025. Un anno fa, la crisi assunse contorni ben più inquietanti della semplice siccità.
Il 2 luglio 2025, il sindaco Francesco Mancini fu costretto a firmare l’ordinanza contingibile e urgente numero 5, su tassativa indicazione della Asl Roma 4. Il provvedimento impose il divieto assoluto di utilizzo dell’acqua dell’acquedotto per usi potabili e alimentari a causa dei campionamenti effettuati da Arpa Lazio a Piazza Principe di Piemonte il precedente 26 giugno.
Le analisi rivelarono la presenza di cloro attivo alla concentrazione di 0,35 mg/l e, dato ancor più grave, una drammatica non conformità per il parametro manganese. I livelli di contaminazione toccarono la spaventosa cifra di 350 mg/litro, a fronte di un valore soglia massimo fissato dalla legge a 50 mg/litro.
L’acqua erogata nelle case dei cittadini risultò dunque contaminata da metalli pesanti in misura pari a sette volte oltre il limite consentito, costringendo il Comune a posizionare tre cisterne d’emergenza in via Romana, nella zona “Chiesetta” e a Piazza Risorgimento.
Le proteste contro il gestore e i disagi della popolazione
Già durante l’estate scorsa, la cittadinanza protestò duramente contro la società Talete Spa, gestore del servizio idrico integrato nell’Ato 1-Viterbo. Un abitante, descrivendosi come “un comune cittadino con tre figli”, denunciò apertamente lo stato della rete: “Dal mese di giugno abbiamo avuto mancanza di acqua per rotture di pompa, condotte e tubazioni. L’acqua esce dai rubinetti di un brutto colore, pizzica in bocca negli occhi e sulla pelle. Vorremmo attenzionare questa circostanza nella speranza che le istituzioni preposte possano risolvere al più presto questo problema”.
I residenti parlarono di “un problema enorme di fronte al quale ci sentiamo impotenti”, lamentando per settimane il silenzio del gestore e l’insufficienza dei rifornimenti alternativi, con flussi ridotti al minimo in orario serale e notturno che impedivano persino l’igiene personale.
Nonostante i tavoli tecnici, le promesse di interventi mirati e i rilievi dei geologi per la costruzione di nuovi pozzi idonei a superare la scarsità idrica e l’instasllazione di un novo pozzo, la mattinata odierna dimostra che i serbatoi continuano a svuotarsi, lasciando le “Case Nuove” completamente all’asciutto e che il pozzo non funziona.
Giallo al nuovo pozzo di Magliano: sparisce la recinzione di sicurezza
Una squadra di cittadini che si sentono ingannati, sono andati in queste ore a verificare di persona il nuovo impianto idrico, scoprendo amaramente che la nuova pompa, visibilmente isolata e priva di collegamenti elettrici o tubazioni idriche, risulta del tutto inattiva.
Intorno al nuovo impianto manca completamente anche un perimetro di sicurezza, con il rischio che chiunque possa accadere e rubare la pompa. Il quartiere completamente a secco chiede immediate risposte strutturali.
La crisi idrica si allarga: senz’acqua anche Rignano Flaminio e Monterosi
L’emergenza si è estesa a macchia d’olio nelle ultime 48 ore. Oltre ai gravi disagi di Magliano Romano, anche in altri due comuni a cavallo tra la provincia di Viterbo e la Città Metropolitana di Roma, si segnalano forti problemi idrici.
A Rignano Flaminio disagi stanno colpendo anche le attività commerciali. La situazione è critica pure a Monterosi: dove una squadra di tecnici sta intervenendo sul posto per la necessità di sostituire del tutto una pompa.




















