Sentenza Alessia Sbal, la famiglia attende ancora le motivazioni definitive dopo la condanna (VIDEO)

A mesi dalla decisione della Cassazione, resta aperta l'attesa delle motivazioni della sentenza per il caso Alessia Sbal

Dopo oltre tre anni tra udienze, processi e attese, la vicenda giudiziaria legata alla morte di Alessia Sbal ha raggiunto un punto fermo con la decisione della Corte di Cassazione. La sentenza ha confermato in via definitiva la condanna a otto anni di reclusione per Flavio Focassati, il camionista che nel dicembre 2022 travolse e uccise la donna sul Grande Raccordo Anulare, all’altezza dell’uscita Casalotti-Boccea.

A mesi dalla decisione della Cassazione, resta aperta l’attesa delle motivazioni della sentenza per il caso Alessia Sbal

Per i familiari si tratta di un passaggio importante, che chiude un lungo percorso processuale affrontato tra primo grado, Appello e Cassazione. Tuttavia, nonostante la sentenza definitiva, rimangono ancora aspetti che attendono una risposta.

Il racconto della situazione viene dato dalla sorella di Alessia, Ilaria Sbal: “È stata confermata la pena che era di otto anni come in Appello e in primo grado, quindi è diventata definitiva. Dato il panorama della giustizia e dei tempi processuali italiani, ci riteniamo fortunate perché in soli tre anni abbiamo una sentenza confermata in tutti e tre i gradi di giudizio.”

Il dolore per la perdita di Alessia è ancora vivo: “Abbiamo comunque il colpevole che è in carcere e abbiamo soprattutto la memoria e la dignità di Alessia che sono state difese e preservate dai giudici.”

Per la famiglia, nessuna sentenza potrà colmare il vuoto lasciato dalla perdita di Alessia, ma la conferma delle responsabilità rappresenta almeno un riconoscimento della verità emersa nel corso delle indagini e del processo.

Il vuoto lasciato dalla perdita della giovane, come precisa sua sorella, è ancora molto forte: “Alessia non tornerà più indietro, niente la riporterà a casa, ma sapere che la verità è emersa e che la giustizia sta facendo il suo corso restituisce a Ilaria e a sua mamma un minimo di pace.”

Accanto alla soddisfazione per l’esito giudiziario, resta però anche una profonda amarezza per la riduzione della pena concessa durante il procedimento d’Appello.

“Abbiamo ancora quel grandissimo boccone amaro che in Corte d’Appello la Procura ha concordato con la difesa del Focassati uno sconto di pena perché l’omissione di soccorso non c’era stata, dato che mia sorella era già morta.Su questo conserviamo ancora un grandissimo boccone amaro perché è una mancanza di rispetto verso le leggi che sono state create.”

A rendere ancora più difficile la chiusura di questa vicenda c’è l’attesa delle motivazioni della sentenza, che non sono ancora state depositate nonostante siano trascorsi circa cinque mesi dalla decisione della Cassazione.

Una situazione che pesa soprattutto sulla madre di Alessia, ancora in attesa di leggere le ragioni che hanno portato alla conferma definitiva della condanna.

Ilaria Sbal, sorella della vittima  e membro dell’Associazione ‘Il sorriso di Alessia Sbal’ ha commentato in questo modo la situazione: “Sappiamo che la Cassazione non ha dei tempi come la Corte d’Appello o il primo grado, perché la pena diventa definitiva, però è difficile spiegare anche questo a una mamma che aspetta delle motivazioni e che aspetta di mettere un punto a un dolore.”

la sorella di Alessia, Ilaria, precisa: “La mancanza e l’assenza di mia sorella non si conclude con una sentenza, però magari almeno uno si può sentire un po’ sollevato sapendo che tutto è andato come doveva andare per quanto riguarda la verità.”

La speranza della famiglia è che le motivazioni possano arrivare presto, consentendo di chiudere almeno l’iter giudiziario di una tragedia che continua a lasciare ferite profonde, come Ilaria stessa ammette, anche a distanza di anni: “Spero che in breve tempo arrivino queste motivazioni. Ne abbiamo bisogno. Mia mamma ne ha bisogno ed è giusto perché abbiamo atteso abbastanza.”

Servizio video di Francesca Del Mastro