In occasione della prima domenica del mese anche l’area archeologica dei Porti di Claudio e Traiano a Fiumicino non sarà soltanto visitabile gratuitamente perché i partecipanti, sempre senza pagare, potranno usufruire di una guida che li accompagnerà alla scoperta di una delle più imponenti tracce lasciate dall’antica civiltà romana.
Ingresso e visita guidata gratuiti ai Porti di Claudio e Traiano grazie a un’iniziativa promossa dall’Oasi Wwf di Macchiagrande
L’appuntamento, grazie all’organizzazione dell’evento affidata all’Oasi Wwf di Macchiagrande è per domani, domenica 7 giugno, alle ore 15.30 in via Portuense 2360 all’entrata dell’imponente complesso storico.
L’ausilio di un esperto consentirà di compiere un autentico viaggio a ritroso nel tempo tra le testimonianze e le notizie, anche più curiose, sulla vita dell’antico scalo marittimo della Roma imperiale che si pone in stretta connessione con un paesaggio straordinario, anche dal punto di vista naturale e paesaggistico.
I partecipanti si inoltreranno tra i resti monumentali e le aree verdi che circondano l’antico bacino per comprenderne appieno il ruolo strategico che esso rivestì per i commerci e i collegamenti marittimi dell’antica Roma.
Come partecipare
Per poter prendere parte alla visita è necessaria la prenotazione chiamando il numero telefonico 320 900 6992 oppure scrivendo all’email macchiagrande@wwf.it.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle celebrazioni organizzate in occasione del trentesimo anniversario dell’istituzione della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano con il contributo della Regione Lazio, il supporto del Comune di Fiumicino e il coinvolgimento della Fondazione WWF Italia e delle altre realtà territoriali partner delle iniziative.
Un po’ di storia
Nel 42 d.C., per fronteggiare il progressivo e inesorabile insabbiamento dello scalo fluviale di Ostia, l’imperatore Claudio diede inizio a un’imponente opera di ingegneria marittima a nord della foce del Tevere. Un investimento infrastrutturale colossale, concepito per legare indissolubilmente il destino e la sicurezza della Capitale dell’Impero alle grandi rotte del Mediterraneo.
Il cuore del nuovo progetto monumentale era un vasto bacino di circa 150 ettari, cinto da due imponenti moli ricurvi e attrezzato con moderne banchine di attracco. A dominare l’intera struttura sorgeva un maestoso faro a più piani, edificato con ogni probabilità su un’isola artificiale. Questa fungeva da strategico spartiacque tra l’accesso settentrionale e quello meridionale, dividendo l’ingresso al porto in due distinte bocche e proteggendo i mercantili dalle correnti
L’importanza del Porto di Claudio
L’opera garantiva l’approvvigionamento vitale dell’Urbe: qui le merci venivano trasbordate in totale sicurezza dalle grandi navi d’alto mare alle più agili imbarcazioni fluviali, le naves caudicariae, progettate appositamente per risalire la corrente del Tevere fino al cuore di Roma.
Un efficiente sistema di canali artificiali, le cui maestose fondazioni settentrionali sono tuttora visibili per un chilometro alle spalle dell’odierno Museo delle Navi, assicurava questo cruciale collegamento idrico.
Gli ampliamenti decisi da Traiano
Pochi decenni più tardi, per perfezionare questa straordinaria macchina logistica, l’imperatore Traiano scelse di ampliare il complesso. Al faro e alle banchine claudiane fu così aggiunto un avveniristico bacino esagonale di 33 ettari, capace di moltiplicare i punti di ormeggio.
Contestualmente, vennero scavati nuovi canali di scolo, tra i quali spicca la celebre Fossa Traiana -l’attuale canale di Fiumicino- che offrì uno sfogo decisivo alle piene del fiume, liberando finalmente Roma dal permanente flagello delle inondazioni.
Il porto divenne un centro pulsante di strutture colossali: i Magazzini Severiani, edificati a metà del II secolo d.C. per lo stoccaggio, e il Sontuoso Palazzo Imperiale per i viaggiatori d’alto rango, entrambi affacciati sull’esagono. Intorno alla Darsena interna nacquero invece i Magazzini Traianei, destinati al riparo invernale della flotta.
Di questa gloriosa epopea restano oggi le monumentali “colonnacce” in travertino, testimonianza visiva di un grandioso portico di Claudio che Traiano seppe riconvertire con uffici e magazzini, unendo per sempre la pietra alla storia.

















