Venti posti letto, un piano di un edificio storico e un obiettivo preciso: tenere i pazienti fragili fuori dai reparti per acuti senza lasciarli soli. L’Ospedale di Comunità Policlinico Umberto I ha aperto venerdì 5 giugno al terzo piano dell’Edificio George Eastman, in viale Regina Elena. Prima struttura di questo tipo dentro il perimetro del Policlinico Umberto I, nasce per cucire insieme ospedale e territorio in un passaggio che spesso resta scoperto. All’inaugurazione erano presenti il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il direttore generale Fabrizio d’Alba e la direzione strategica aziendale.
Primo presidio di questo tipo nel perimetro dello storico nosocomio: venti posti letto per pazienti clinicamente stabilizzati all’Ospedale di Comunità Policlinico Umberto I
L’Ospedale di Comunità Policlinico Umberto I e stato realizzato con i fondi della Missione 6 Salute del PNRR. I 20 posti letto sono riservati a chi ha superato la fase acuta ma non è ancora pronto per tornare a casa: pazienti che hanno bisogno di assistenza infermieristica continuativa, controllo medico programmato e un percorso graduale di recupero prima delle dimissioni o del passaggio ad altri servizi.

Il direttore generale: “Strumento essenziale contro i ricoveri impropri”
Il direttore generale Fabrizio d’Alba ha spiegato cosa significa questa apertura per il policlinico: “L’Ospedale di Comunità rappresenta un contributo fondamentale: non solo favorirà dimissioni protette e appropriate, ma sarà anche uno strumento essenziale per evitare ricoveri impropri. In un grande Policlinico come il nostro, questa struttura assume un valore aggiunto, perché crea nuove consuetudini di collaborazione tra professionisti e rende più fluidi i percorsi dei pazienti che passano dalla fase acuta a quella sub‑acuta. Siamo convinti che questa esperienza avrà anche una forte valenza formativa: permetterà ai giovani professionisti di conoscere da vicino la sanità territoriale, un ambito che spesso non incontrano durante i tirocini ospedalieri, contribuendo così a formare competenze più complete e integrate”.
Anziani e pazienti fragili al centro
Il target è chiaro: anziani, pazienti fragili e pluripatologici; quella fascia che finisce spesso nei reparti per acuti non per necessità clinica ma per mancanza di alternative. L’Ospedale di Comunità serve proprio a colmare quel vuoto, alleggerendo i reparti e costruendo percorsi di cura che non si interrompono alle dimissioni.
Collegata con tutto il sistema sanitario territoriale
La struttura non lavora da sola. Sarà connessa con la Centrale Operativa Territoriale (COT), i distretti sanitari, i medici di medicina generale, le cure domiciliari e la rete delle cure intermedie. Sul piano interno, il modello è multidisciplinare: infermieri, medici, operatori socio-sanitari, fisioterapisti e assistenti sociali lavorano insieme intorno allo stesso paziente.
Parte di un piano più grande
Gli ambienti del nuovo Ospedale di Comunità Policlinico Umberto I sono stati progettati secondo gli standard nazionali e regionali, con attenzione all’accessibilità e al recupero dell’autonomia. La struttura rientra nel piano di riorganizzazione dell’assistenza territoriale avviato dalla Regione Lazio e finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: uno dei tasselli di un sistema sanitario che prova a spostarsi dall’ospedale verso la comunità.
L’inaugurazione dell’Ospedale di Comunità non è l’unica novità recente per il Policlinico Umberto I. Nelle scorse settimane è stato aperto anche un Infopoint AISM: uno spazio dedicato a chi vive con la Sclerosi Multipla, la NMO e le patologie correlate, per orientarsi tra servizi, diritti e supporto.


















