L’ospedale San Camillo-Forlanini di Roma entra nella storia della sanità italiana raggiungendo il prestigioso traguardo dei 1.000 trapianti di fegato eseguiti. Un risultato che certifica il ruolo del Dipartimento Interaziendale Trapianti come uno dei principali punti di riferimento nazionali e internazionali nel campo della chirurgia trapiantologica.
Storico risultato per il Dipartimento Interaziendale Trapianti: in 25 anni di attività ha eseguito mille trapianti di fegato, diventando un punto di riferimento nazionale per i casi più complessi e urgenti
il millesimo trapianto è stato raggiunto il 28 maggio 2026, una giornata particolarmente significativa durante la quale sono stati effettuati tre interventi grazie a donazioni provenienti dagli ospedali di Agrigento, Latina e Sant’Andrea di Roma. U
n traguardo che rappresenta il coronamento di 25 anni di attività continua, caratterizzati da crescita costante, innovazione e sviluppo delle competenze cliniche.
Il percorso del centro affonda le sue radici nel 2001, grazie alla visione del professor Eugenio Santoro. Nel 2007 nasce il POIT – Polo Interaziendale Trapianti San Camillo-Spallanzani, affidato alla direzione del professor Giuseppe Maria Ettorre, che negli anni ha guidato una progressiva espansione dell’attività.
I numeri raccontano con chiarezza questa evoluzione. Fino al 2020 il centro effettuava mediamente circa 35 trapianti di fegato all’anno. Dal 2021 è iniziata una crescita sempre più marcata: 61 interventi nel 2021, 66 nel 2022, oltre 80 nel 2023, fino a superare la soglia dei 100 trapianti annui nel 2024 e nel 2025. Nel solo 2026, nei primi quattro mesi dell’anno, sono già stati eseguiti 58 interventi, confermando un trend destinato a consolidare nuovi record.
«Questo traguardo è la testimonianza dell’impegno quotidiano di una squadra straordinaria. Dietro ogni trapianto ci sono competenza, dedizione e una forte motivazione professionale», ha dichiarato il professor Giuseppe Maria Ettorre, direttore della UOC Chirurgia Generale e Trapianti.
Oggi il centro romano si distingue non soltanto per il numero di interventi eseguiti, ma soprattutto per la capacità di affrontare situazioni cliniche particolarmente complesse.
In particolare, circa il 30% dei trapianti riguarda infatti pazienti in condizioni critiche e in regime di urgenza, mentre il 40% dei riceventi presenta patologie oncologiche come epatocarcinoma, colangiocarcinoma e metastasi da tumore colorettale.
Particolarmente rilevante è l’attività di ricerca e innovazione clinica. Sono infatti attivi specifici protocolli dedicati al trapianto di fegato in pazienti con metastasi da tumore colorettale non operabili e programmi avanzati per il trattamento del colangiocarcinoma, patologie che fino a pochi anni fa disponevano di possibilità terapeutiche molto limitate.
Un altro dato significativo riguarda la capacità attrattiva della struttura: circa il 40% dei pazienti proviene da fuori regione, confermando il prestigio raggiunto dal centro a livello nazionale.
I risultati ottenuti sono il frutto di una consolidata collaborazione tra la UOC Chirurgia Generale e Trapianti, la UOC Anestesia e Rianimazione, diretta dal professor Luigi Tritapepe, il Centro Regionale Trapianti Lazio guidato dal dottor Mariano Feccia e l’INMI Lazzaro Spallanzani, all’interno di un modello organizzativo sostenuto dalla Regione Lazio.
A rafforzare ulteriormente il percorso di crescita, dall’agosto 2025 il Dipartimento dispone di nuove sale operatorie dedicate e ambienti di ultima generazione all’interno del Padiglione Puddu del San Camillo Forlanini.
Una struttura moderna che guarda al futuro e che conferma l’impegno dell’ospedale nel garantire cure sempre più avanzate ai pazienti che necessitano di un trapianto di fegato.
Il traguardo dei 1.000 trapianti di fegato rappresenta non solo un successo sanitario, ma anche la dimostrazione concreta di come investimenti, ricerca, professionalità e cultura della donazione possano tradursi in nuove possibilità di vita per migliaia di persone.



















