Arrestata per spaccio di droga Fabiola Moretti ex del boss della Banda della Magliana Antonio Mancini

Arrestata per spaccio di droga Fabiola Moretti, ex compagna di Antonio Mancini uno dei pochi superstiti della Banda della Magliana

Arrestata per spaccio di droga Fabiola Moretti, 70 anni, ex compagna dell’Accattone, soprannome del boss Antonio Mancini, uno dei pochi superstiti della Banda della Magliana. La convalida del provvedimento cautelare eseguito dai carabinieri per ordine della Procura della Repubblica è stata disposta oggi, giovedì 4 giugno, dal Tribunale di piazzale Clodio.

Arrestata per spaccio di droga Fabiola Moretti, ex compagna di Antonio Mancini uno dei pochi superstiti della Banda della Magliana

La donna è finita in manette a seguito di una serie di appostamenti e controlli effettuati dai militari dell’Arma della stazione Divino Amore che l’hanno pedinata e sorpresa nei pressi della sua abitazione, in via dei Papiri, mentre cedeva un involucro contenente dosi di crack a un 54enne di nazionalità italiana.

Nel corso delle indagini la donna è stata sottoposta anche a intercettazioni telefoniche e ambientali da cui è emersa l’abitudine di ricorrere a un vero e proprio dizionario simulato per concordare l’acquisto delle partite di stupefacenti.

Le parole ‘pongo’ e ‘mozzarella’ per esempio facevano riferimento all’hashish di cui Moretti si approvvigionava recandosi a Napoli e utilizzando come tramite con il pusher una sua ex compagna di detenzione.

Un sistema articolato che puntava a eludere controlli e verifiche da parte delle forze dell’ordine ma che, alla fine, è stato smascherato e ha condotto all’arresto della 70enne.

Moretti dovrà rispondere dell’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, una posizione aggravata dal ritrovamento, avvenuto durante la perquisizione domiciliare, di 1545 euro in contanti ritenuti profitto dell’attività illecita insieme a materiale per il confezionamento della droga.

Gli inquirenti hanno denunciato anche la figlia della donna una 31enne con precedenti penali che si trovava all’interno dell’abitazione in regime di detenzione domiciliare, misura che adesso condividerà con la madre come stabilito dell’autorità giudiziaria in sede di convalida dell’arresto.

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