Un normale intervento per una perdita d’acqua in condominio si è trasformato nella scoperta di una vera e proprio centro di stoccaggio della droga a Roma. La Polizia di Stato ha sequestrato ben 27 chili di sostanze stupefacenti all’interno di un appartamento apparentemente anonimo, traendo in arresto un uomo di trentanove anni.
Il blitz a tarda sera dopo le proteste degli inquilini del condominio dell’EUR per le infiltrazioni d’acqua: Vigili del Fuoco sfondano la porta e scoprono il maxi deposito della droga
La copertura condominiale del deposito di droga è avvenuto a tarda sera. Tutto è iniziato con una chiamata d’emergenza dovuta a copiose infiltrazioni d’acqua che provenivano da un locale situato al secondo piano di uno stabile condominiale.
La massa d’acqua aveva già iniziato a filtrare vistosamente lungo le scale comuni e nell’appartamento sottostante, allarmando i residenti. Sul posto sono intervenuti tempestivamente gli agenti del Reparto Volanti che hanno cercato subito di mettersi in contatto con l’occupante dell’immobile.
Poiché l’inquilino è risultato momentaneamente assente, i poliziotti hanno dovuto richiedere l’ausilio dei Vigili del Fuoco per forzare la serratura e guadagnare l’accesso all’appartamento per bloccare l’allagamento. Una volta varcata la soglia, però, gli operatori si sono trovati davanti a uno scenario del tutto inaspettato.
Il metodo di stoccaggio e il supermarket
L’irruzione ha aperto il sipario su una vera e propria base logistica della droga perfettamente mimetizzata nel tessuto condominiale. Gli agenti sono stati immediatamente guidati da un fortissimo e inconfondibile odore di hashish e marijuana. Seguendo la scia, gli investigatori sono giunti all’interno della camera da letto, la quale era stata interamente trasformata in un magazzino centrale per lo stupefacente.
Tra gli armadi, i borsoni e le sacche da viaggio erano nascosti centinaia di panetti di hashish. La droga si presentava già catalogata, marchiata e pronta per essere immessa nella filiera della distribuzione al dettaglio. Oltre ai 27 chili di sostanza, la stanza era “arredata” con bilancini di precisione, strumenti di peso e svariato materiale utile al confezionamento delle dosi.
Le indagini e l’arresto
Le indagini lampo avviate dagli agenti hanno permesso di ricostruire il modus operandi attorno all’immobile. Attraverso le testimonianze preziose raccolte tra gli inquilini dello stabile, è emerso un contesto fatto di frequentazioni sporadiche e presenze intermittenti.
Alcuni vicini di casa hanno infatti confermato di aver notato nel corso del tempo un sospetto e continuo “viavai” di persone sconosciute a ridosso di quell’alloggio. Il custode del deposito, un romano classe 1986, è stato rintracciato e bloccato poco dopo la scoperta presso un altro indirizzo della Capitale.
Addosso all’uomo i poliziotti hanno rinvenuto le chiavi dell’appartamento allagato, elemento che ha consolidato definitivamente il quadro investigativo. Il trentanovenne, gravemente indiziato del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, è stato condotto davanti all’Autorità giudiziaria nelle Aule di Piazzale Clodio, dove l’arresto è stato convalidato. Per l’indagato vige la presunzione di innocenza.


















