Zerocalcare ha risposto pubblicamente alle pesantissime polemiche nate sul web in queste ore. Una temepsa sul debutto di “Due Spicci” a cui il fumettista romano ha deciso di metterci la faccia pubblicando un filmato sul suo profilo ufficiale per fare totale chiarezza.
L’artista romano Zerocalcare utilizza i suoi personaggi per difendersi dalle accuse arrivate in forma anonima e lancia un messaggio
La bufera mediatica è esplosa in concomitanza con lo sbarco sulla piattaforma di streaming Netflix della serie animata intitolata “Due Spicci”. A far scoppiare il caso sono state varie e dettagliate segnalazioni giunte in forma totalmente anonima, le quali denunciavano una paga ritenuta decisamente troppo bassa per il team di animatori che ha lavorato materialmente alla realizzazione dei quadri visivi dell’opera.
Di fronte al montare della contestazione, l’autore ha scelto come sempre di non nascondersi, e ha postato un contributo video sul proprio profilo Instagram.
Per farlo, Zerocalcare ha sfruttato i suoi inconfondibili disegni animati come veicolo comunicativo per esprimere la propria posizione in modo diretto, definendo il contenuto come un video serio e banale che dice cose scontate, ma reso necessario dal livello di ostilità raggiunto dalla polemica in questi ultimi giorni.
La netta distinzione tra creatività e produzione
Nel corso del filmato di replica, l’artista ha voluto tracciare una linea di demarcazione netta e invalicabile tra il suo operato e la gestione finanziaria della macchina produttiva. Zerocalcare ha spiegato che, in quanto autore della serie televisiva, il suo apporto si limita esclusivamente ad una, peraltro vastissima e impegnativa, parte creativa del progetto.
Questo significa che il suo lavoro quotidiano comprende la scrittura della storia, il disegno grafico dei singoli personaggi e il doppiaggio delle voci primarie. Al contrario, l’autore ha ribadito con forza di non essere in alcun modo il soggetto che assume, decide o paga chi lavora materialmente alla filiera della produzione esecutiva, smarcandosi completamente dalle accuse di sfruttamento avanzate in rete.
Il rammarico per la mancata alleanza coi lavoratori
Se da una parte il fumettista ha poi affrontato l’aspetto più strettamente legato al controllo dei bilanci e delle buste paga, dichiarando apertamente di non avere proprio alcun tipo di accesso a quelle informazioni, dall’altra ha tenuto a precisare che, nel corso degli incontri fisici avvenuti con il personale della produzione, nessuno gli ha mai esposto una singola lamentela.
Proprio su questo mistero ingiusto, che trabocca ora invece dalle parole di anonimi, Michele Rech in arte Zerocalcare, ha invece espresso una nota di profondo rammarico, dispiaciuto del fatto che i lavoratori non abbiano minimamente pensato che proprio lui, avrebbe potuto rappresentare un prezioso alleato interno per portare avanti le loro giuste rivendicazioni salariali.















