Colpo da migliaia di euro ad un medico: refurtiva nella carta stagnola anti GPS e fuga pericolosa sull’A24 (FOTO)

Blitz contro la banda della carta stagnola: sotto la lente degli investigatori una presunta rete di ricettazione di apparecchiature da ricollocate sul mercato "medico" clandestino

Un sofisticato stratagemma tecnologico ma artigianale, basato sull’uso massiccio di carta stagnola non è bastato a garantire l’impunità a tre criminali che, subito dopo aver saccheggiato l’automobile di un noto dermatologo in via Nomentana, sono stati intercettati e fermati dagli agenti d’élite della Polizia di Stato.

Blitz della banda della carta stagnola: sotto la lente degli investigatori una presunta rete di ricettazione di apparecchiature da ricollocate sul mercato “medico” clandestino

I tre complici avevano appena portato a termine un colpo pianificato nei minimi dettagli ai danni di un medico dermatologo, riuscendo a impossessarsi di un ingente bottino. Preziose e delicate apparecchiature sanitarie specialistiche, dispositivi elettronici di ultima generazione, timbri professionali e ricettari clinici privati del valore complessivo di migliaia di euro.

Tutta la merce si trovava custodita all’interno dell’auto del professionista, regolarmente parcheggiata lungo la via Nomentana. Consapevoli della presenza di moderni sistemi di tracciamento e localizzazione satellitare installati sui dispositivi elettronici e sulle strumentazioni mediche asportate, i malviventi hanno tentato una contromisura disperata.

Per ostacolarne l’immediata localizzazione da parte della vittima e delle forze dell’ordine, guadagnando così il tempo necessario a fuggire, hanno avvolto accuratamente ogni singolo pezzo della refurtiva all’interno di spessi strati di carta di alluminio, sperando di creare una sorta di gabbia isolante capace di schermare efficacemente i segnali radio e i tracciamenti GPS.

L’intercettazione dei Falchi all’uscita dell’autostrada

Il loro ingegnoso piano criminale non è tuttavia bastato. I movimenti sospetti della banda non sono sfuggiti all’occhio vigile dei Falchi della Polizia di Stato. Così, gli investigatori della VI sezione della Squadra Mobile, impegnati in un servizio mirato, non appena l’auto dei criminali è sfrecciata via ad altissima velocità si sono messi all’inseguimento.

La fuga procedeva spedita verso lo svincolo dell’autostrada A24, in direzione del quartiere periferico di Ponte di Nona quando, intuito il pericolo, i poliziotti hanno immediatamente attivato i dispositivi acustici e visivi, intimando l’alt al veicolo in corsa. La manovra di blocco ha poi costretto il conducente a fermarsi sul ciglio della strada, dando il via alla perquisizione sul posto.

La scoperta del bottino nascosto e del kit da scasso

L’ispezione dell’abitacolo ha permesso agli inquirenti di svelare la reale natura di quel viaggio notturno. Nascosti con cura sotto i sedili anteriori, e interamente impacchettati nei rotoli di carta di alluminio nel vano tentativo di neutralizzare la geolocalizzazione, gli agenti della Squadra Mobile hanno rinvenuto l’intero blocco di strumenti medici specialistici, farmaci, ricettari, materiale clinico d’ufficio e timbri nominativi.

Gli elementi inequivocabili hanno consentito agli operatori di risalire nel giro di pochissimi minuti all’esatta identità del medico dermatologo derubato, ricostruendo l’illecita provenienza del carico. Le sorprese non sono finite qui: nel vano bagagli della vettura, i poliziotti hanno scoperto un vero e proprio magazzino dello scasso, tra kit di chiavi alterate, grimaldelli avanzati e attrezzi pesanti atti all’effrazione di serrature blindate.

Il punto di raccolta e la convalida dei provvedimenti giudiziari

Secondo la ricostruzione investigativa formulata dagli agenti di Polizia, i tre complici avevano appena completato il trasferimento del materiale rubato sulla propria vettura, che era presumibilmente destinata a raggiungere un centro di stoccaggio clandestino per il successivo smistamento sul mercato nero dei macchinari sanitari.

Per i tre soggetti, tutti uomini di nazionalità georgiana e con un’età anagrafica compresa tra i 37 ed i 49 anni, è scattato immediatamente il fermo di indiziato di delitto. Gli indagati sono ora ritenuti gravemente indiziati, in concorso formale tra loro, dei reati di ricettazione e possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli. Il provvedimento precautelare è stato esaminato e pienamente convalidato nella mattinata di ieri all’interno delle aule del Tribunale di Piazzale Clodio.