Ore di alta tensione hanno sconvolto la A12 Roma-Civitavecchia, per la folle fuga di due corrieri della droga pregiudicati a bordo di un’auto proveniente dalla Roma. Hanno forzato un posto di blocco alla barriera “Aurelia”, facendo scattare l’inseguimento.
Hanno scatenato il panico tra i caselli dell’A12, forzando l’alt della Guardia di Finanza: tragedia scongiurata per la corsa a fari spenti sulla Roma-Civitavecchia
L’operazione ad alta tensione si è consumata nell’ambito del potenziamento dei servizi di controllo del territorio coordinati dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, mirati a blindare le principali vie d’accesso che collegano la Capitale alle località del litorale laziale.
I militari del Gruppo di Civitavecchia si erano posizionati strategicamente nei pressi della barriera autostradale “Aurelia” sulla A12, un imbuto viario cruciale per il transito delle merci illecite. Quando le Fiamme Gialle hanno alzato la paletta per intimare l’alt di routine a un’auto sospetta che viaggiava in direzione nord, il conducente ha preso una decisione drastica. Invece di accostare, ha premuto brutalmente il piede sull’acceleratore, trasformando un normale controllo di polizia in uno scenario da Formula Uno.
La folle fuga sulla A12
La vettura dei fuggitivi, si è fiondata in autostrada a velocità sconsiderata, dando il via a una precipitosa e drammatica fuga che ha seminato istanti di panico puro tra gli automobilisti lungo il tratto, costretti a manovre repentine per evitare l’impatto.
Durante i concitati chilometri dell’inseguimento da parte delle pattuglie, gli occupanti del mezzo hanno tentato il tutto per tutto per disfarsi delle prove schiaccianti del loro viaggio: con un gesto disperato, hanno scagliato dal finestrino una busta di cellophane, sperando che l’oscurità o la vegetazione a bordo strada la inghiottissero per sempre.
La caccia all’uomo si è conclusa quando i finanzieri sono riusciti a stringere i fuggitivi in una morsa, bloccando la marcia del mezzo in condizioni di sicurezza prima che la situazione potesse sfociare in un incidente stradale.
Il fiuto di Frida e il bottino nello zaino
Una volta immobilizzati i sospettati, l’autostrada è stata parzialmente isolata per consentire la bonifica della zona. Fondamentale si è rivelato l’intervento dell’unità cinofila antidroga. È stato il fiuto infallibile del cane “Frida” a guidare i finanzieri attraverso la fitta vegetazione e i canali di scolo limitrofi alla carreggiata, permettendo di recuperare intatto l’involucro lanciato in corsa con la sostanza stupefacente.
La successiva perquisizione eseguita all’interno dell’abitacolo dell’auto ha svelato il resto del kit del perfetto trafficante: nascosto in uno zaino c’era un tesoretto di circa 2mila euro in contanti, composto interamente da banconote di piccolo taglio.
Il carcere e i canali recisi
I due passeggeri, rispettivamente di 24 e 25 anni e facenti parte della criminalità locale, vantavano già nel loro fascicolo precedenti di polizia specifici in materia di stupefacenti. Per i due giovani sono scattate immediatamente le manette ai polsi con le pesantissime accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso e resistenza a pubblico ufficiale.
Al termine delle formalità di rito, i trafficanti sono stati scortati e rinchiusi dietro le sbarre della casa circondariale “Borgata Aurelia”, messi a immediata disposizione della Procura della Repubblica di Civitavecchia. L’operazione ha permesso di recidere un importante canale di approvvigionamento per il mercato della movida balneare.


















