Un’inquietante minaccia di morte ha violato la serenità della scuola di via Rugantino, nel VII Municipio di Roma. Scritte minatorie vergate con vernice spray hanno preso di mira il presidente Laddaga, l’assessore Grant e una rappresentante dei genitori, colpevoli solo di aver promosso la pedonalizzazione dell’area scolastica.
“Morte a Laddaga, Grant e Rizzo”: le minacce sul muro della scuola dove è prevista la pedonalizzazione
La vicenda affonda le sue radici in un piano di mobilità urbana dal profondo valore civile e sociale, avviato dall’amministrazione del VII Municipio in sinergia con i comitati locali.
La decisione, di per sé improntata al buon senso strutturale, prevedeva la totale chiusura al traffico veicolare e la conseguente pedonalizzazione del tratto stradale adiacente all’istituto scolastico di via Rugantino.
L’obiettivo primario era restituire lo spazio pubblico ai pedoni, garantendo a centinaia di bambini e bambine un percorso d’ingresso e d’uscita dalle aule al riparo dai gas di scarico e dal rischio cronico di investimenti.
Una scelta che, pur raccogliendo il plauso preventivo di gran parte della cittadinanza e dei residenti, ha evidentemente covato un sottobosco di risentimento violento da parte di frange oltranziste, contrarie a qualsiasi limitazione del traffico automobilistico.
Lo sfregio sui muri: l’analisi dell’immagine
A testimoniare la violenza visiva dell’atto intimidatorio è lo scatto che immortala la facciata esterna della struttura violata. Sul muretto di cinta bianco della scuola di via Rugantino, proprio al di sotto della cancellata metallica protettiva, i criminali hanno impresso la loro violenta firma.
Utilizzando una bomboletta spray, con una grafia tremolante ma intenzionalmente spessa e ben visibile, è stata tracciata una vera e propria condanna: “MORTE LADDAGA GRANT E RIZZO”. Le lettere, grandi diverse decine di centimetri, colano drammaticamente sull’intonaco chiaro, accentuando l’effetto sinistro del messaggio proprio in un luogo dedicato alla crescita e alla tutela dei minori.
L’allarme istituzionale e la reazione del territorio
Il raid vandalico ha immediatamente fatto scattare l’allarme sicurezza nel quadrante, richiamando sul posto i rilievi delle Forze dell’Ordine a caccia di telecamere utili o impronte.
L’atto è stato giudicato all’unanimità come un fatto gravissimo, un superamento intollerabile del confine che separa la legittima dialettica democratica dall’aggressione criminale pura. Le scritte minatorie hanno colpito direttamente il presidente Francesco Laddaga, l’assessore alla Mobilità Fabrizio Grant e la presidente del Comitato dei genitori Paola Rizzo, unendo nello stesso destino rappresentanti eletti dal popolo e semplici cittadini impegnati nel volontariato scolastico.
La comunità democratica del territorio si è immediatamente stretta attorno ai tre bersagli, chiedendo la cancellazione immediata dello scempio.
Le reazioni del minisindaco
Di fronte alla gravità delle scritte, la reazione del presidente del VII Municipio, Francesco Laddaga, è stata netta e priva di esitazioni. Il minisindaco ha ribadito con fermezza che l’azione amministrativa non arretrerà di un solo millimetro di fronte alle intimidazioni e alle minacce di morte, poiché la sicurezza fisica delle bambine e dei bambini viene prima di qualsiasi interesse particolare o protesta violenta.
Lo sfregio a pochi giorni dal taglio del nastro
Le gravissime intimidazioni hanno colpito un progetto fresco di inaugurazione, celebrato soltanto pochi giorni prima come una conquista per il territorio di Torre Spaccata. Il sindaco Gualtieri, affiancato dai vertici capitolini della mobilità e della scuola, aveva ufficialmente aperto la nuova strada scolastica di via Rugantino per mettere in sicurezza un polo educativo che accoglie ben cinque strutture, dal nido alle superiori, oltre a una biblioteca.
L’opera, frutto di una sinergia tra dipartimenti comunali, polizia locale e l’agenzia per la mobilità, mirava a eliminare veicoli e parcheggi per donare ai minori uno spazio vivibile. Un’iniziativa nata per tutelare l’incolumità pubblica che è stata però subito presa di mira dai vandali.
Le indagini degli inquirenti proseguono ora a ritmo serrato per individuare i responsabili di quello che viene definito un gesto vergognoso, volto a terrorizzare chi lavora quotidianamente per il bene collettivo delle periferie romane.

















