Cade dalla bici elettrica tornando dal turno in clinica: morto Luca Spadoni, l’ombra del pirata della strada

Luca Spadoni originario di Acilia e residente a Palombara è morto dopo due giorni di agonia al Sant'Andrea. Giallo sull'incidente in bici

Foto di repertorio. Canaledieci.it

Ha lottato per due giorni e mezzo in un letto della terapia intensiva dell’ospedale romano Sant’Andrea, ma alla fine il suo cuore ha smesso di battere. Luca Spadoni, operatore socio-sanitario di 52 anni, è morto mercoledì pomeriggio a causa delle gravissime lesioni riportate in un incidente stradale avvenuto domenica sera mentre rincasava con la sua bici elettrica.

Luca Spadoni originario di Acilia e residente a Palombara è morto dopo due giorni di agonia al Sant’Andrea. Giallo sull’incidente in bici

Originario di Acilia, Spadoni si era trasferito da qualche tempo a Palombara Sabina. Aveva preso casa lì per essere più vicino al suo nuovo posto di lavoro: la rinomata casa di cura psichiatrica Colle Cesarano, a Tivoli.

Un tragitto di circa 20 chilometri che l’uomo amava percorrere ogni giorno in sella alla sua bicicletta elettrica, pedalando a contatto con la natura. Un rito che domenica scorsa, purtroppo, si è trasformato in tragedia.

La dinamica: il dramma dopo il turno di lavoro

Domenica sera Luca aveva concluso il suo turno pomeridiano presso la clinica di Tivoli. Salito sulla sua e-bike, si era messo in viaggio sulla strada del ritorno verso Palombara Sabina.

Poco dopo le 22:00, il dramma: mentre percorreva via Piedimonte, a pochi minuti da casa.

A lanciare l’allarme è stato un automobilista di passaggio, che ha notato il ciclista a terra e ha immediatamente allertato il 118. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri per i rilievi e la gestione della viabilità.

Il giallo del pirata della strada: i sospetti di familiari e colleghi

Le condizioni dell’operatore sanitario sono apparse subito disperate ai soccorritori. Poi la corsa d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale romano e i tentativi, purtroppo vani, dei medici di salvargli la vita.

Attorno alla morte di Spadoni, però, si addensa un’ombra. Sia la compagna della vittima sia i colleghi di lavoro nutrono un forte sospetto: la caduta potrebbe essere stata provocata da un pirata della strada, dileguatosi subito dopo l’impatto o la manovra azzardata.

“Nulla esclude che qualcuno possa avergli tagliato la strada improvvisamente, costringendolo a una manovra disperata e provocando la caduta fatale.”

I primi riscontri investigativi introducono, però, un elemento di dubbio. Dai primi esami del mezzo non risulterebbero ammaccature evidenti o segni di un violento impatto diretto con un altro veicolo. Resta aperta la pista di un’auto o di un furgone che, stringendo la curva o sorpassando in modo azzardato, abbia spinto l’uomo fuori strada senza toccarlo.

Il dolore a Colle Cesarano: “Siamo sgomenti”

La notizia della scomparsa di Luca Spadoni ha gettato nel dolore e nello sconcerto l’intera comunità di Palombara Sabina e i dipendenti della struttura sanitaria di Tivoli. I colleghi lo ricordano come un uomo solare e un professionista impeccabile, stimato da tutti per i suoi modi straordinariamente gentili e la delicatezza nel trattare i pazienti della casa di cura.

L’idea di averlo salutato domenica sera, al cambio turno, senza sapere che quella sarebbe stata l’ultima volta, lascia un vuoto incolmabile in corsia. Ora si attendono le risposte dei rilievi delle forze dell’ordine, alle quali spetta il compito di fare luce sugli ultimi istanti di vita del cinquantadue-enne.