L’incubo dei finti poliziotti: clonata la voce del marito con l’IA, colpo da 150mila euro a Prati

Nuova truffa dei finti poliziotti. La moglie di un docente universitario ingannata dall'IA, mentre il complice faceva irruzione in casa armato di pistola

Foto di archivio

Nuovo colpo a Roma della banda dei finti poliziotti. Un copione identico, una precisione chirurgica e l’uso spregiudicato delle nuove tecnologie. A pochi giorni dal clamoroso colpo da mezzo milione di euro messo a segno ai danni di una insegnante nella centralissima via Parigi, la banda dei “finti poliziotti” torna a colpire in città.

Nuova truffa dei finti poliziotti. La moglie di un docente universitario ingannata dall’IA, mentre il complice faceva irruzione in casa armato di pistola

Questa volta la vittima è una professionista di 46 anni, madre di due adolescenti e moglie di un noto docente universitario. Il bottino è ingente: oltre 150mila euro tra gioielli e preziosi, svaniti nel nulla nel quartiere Prati.

La dinamica dell’inganno, ricostruita dall’agenzia Adnkronos, svela un livello di sofisticazione criminale inquietante, dove la vulnerabilità psicologica viene amplificata dall’uso dell’intelligenza artificiale.

La trappola telefonica e la voce clonata

Tutto inizia con una telefonata sul telefono fisso dell’abitazione. All’altro capo del filo c’è un uomo dall’accento napoletano che si qualifica come un agente di Polizia. La scusa è un classico di questa nuova ondata di raggiri:La targa della sua auto è stata clonata, quella vettura ieri è stata usata per delle rapine a Roma”. Il finto poliziotto dimostra di sapere tutto della famiglia, dei loro spostamenti e delle loro abitudini. Ordina alla donna di presentarsi con urgenza in Questura.

Pochi istanti dopo, squilla il cellulare. Un altro presunto agente chiede un “accertamento tecnico urgente” sull’auto. Da quel momento la vittima viene bombardata di chiamate su entrambe le linee. Le viene chiesto di fare un elenco dettagliato dei gioielli custoditi in casa, ufficialmente per confrontarli con la refurtiva recuperata il giorno prima.

Ma è a questo punto che scatta la trappola tecnologica, come racconta sotto shock il marito della vittima: “Hanno clonato le nostre SIM, riuscendo a riprodurre la mia voce grazie all’intelligenza artificiale nel corso di una telefonata che avvalorava la finta operazione di Polizia.

Poi, presumibilmente con un jammer (un disturbatore di frequenze, ndr), hanno isolato le linee per impedirci di chiamare i veri soccorsi”.

L’irruzione in casa e la pistola spianata davanti alla figlia

Mentre la donna viene convinta a scendere in garage ad aspettare una pattuglia che non arriverà mai, il truffatore entra in azione nell’appartamento di Prati. È un uomo giovane, di media statura, agisce a volto scoperto. Bussa violentemente alla porta urlando di essere della Polizia.

Ad aprire, terrorizzata, c’è la figlia quindicenne della coppia. Il malvivente non esita: mostra una pistola che spunta dalla tasca, spinge con forza il portone e fa irruzione. Sempre mantenendo una finta videochiamata con un complice (un presunto “superiore” della Questura), l’uomo fa man bassa di tutti i gioielli e gli oggetti di valore della famiglia, fingendo di doverli sequestrare per dei controlli. Poi, si dilegua nel nulla con un bottino da 150mila euro.

Le indagini

Sulla vicenda indagano ora i Carabinieri della Stazione Roma Prati, che hanno raccolto la denuncia dei coniugi.

Al vaglio dei militari ci sono anche i filmati delle telecamere a circuito chiuso del palazzo e della zona, che potrebbero aver ripreso il volto del rapinatore. Il sospetto, ormai quasi una certezza, è che dietro questi colpi ci sia una banda altamente specializzata che sta setacciando i quartieri bene della Capitale.