Follia al Pertini: aspetta troppo per una colica e picchia infermiere e vigilanti

Caos al pronto soccorso del Pertini: arrestato un 52enne in attesa per una colica. La Regione corre ai ripari con i braccialetti elettronici anti-aggressione

L'ingresso dell'Ospedale Sandro Pertini - foto d'archvio

Momenti di pura follia e caos, nel pomeriggio di ieri, all’interno del pronto soccorso dell’ospedale “Sandro Pertini” di Roma. Un romano di 52 anni, con precedenti, ha dato in escandescenze a causa dei tempi di attesa giudicati troppo lunghi. L’uomo, che si era recato nella struttura per una colica, ha perso il controllo e si è scagliato violentemente contro un infermiere di turno e tre addetti alla sicurezza intervenuti per calmarlo.

Caos al pronto soccorso del Pertini: arrestato un 52enne in attesa per una colica. La Regione corre ai ripari con i braccialetti elettronici anti-aggressione

L’immediato intervento dei Carabinieri della Stazione Roma Santa Maria del Soccorso ha evitato il peggio: i militari hanno bloccato l’aggressore, arrestandolo in flagranza di reato.

Follia al Pertini: aspetta troppo per una colica e picchia infermiere e vigilanti 1
Ad intervenire i carabinieri

Ad avere la peggio è stato il personale sanitario e i tre vigilanti, che a causa delle percosse subite hanno riportato lesioni giudicate guaribili in 5 giorni ciascuno. L’aggressore è stato piantonato nello stesso ospedale in attesa del rito direttissimo.

Lo scudo tecnologico: arrivano i “safetyband”

L’episodio del Pertini riaccende i riflettori su un’emergenza ormai cronica. Per rispondere a questa escalation di violenza, la Regione Lazio ha messo in campo il “safetyband”: un braccialetto elettronico – simile a un Apple Watch – consegnato a medici, infermieri e OSS per segnalare istantaneamente situazioni di pericolo.

Fino ad ora, la Regione ne ha distribuiti 1.669 in sei strutture ospedaliere e trenta unità operative considerate ad alto rischio (Pronto Soccorso, Psichiatria, Medicina d’urgenza e aree pediatriche).

I numeri dell’emergenza: oltre mille attivazioni in tre mesi

I sei ospedali pilota, scelti in base al numero di aggressioni e accessi registrati nel biennio 2023-2024, sono: Policlinico Umberto I, San Camillo Forlanini, Sandro Pertini, Santo Spirito in Sassia, Grassi di Ostia e il Santa Maria Goretti di Latina

I dati dimostrano l’efficacia del dispositivo, ma anche la gravità della situazione: nel solo primo trimestre di quest’anno, il safetyband è stato attivato 1.139 volte.

Nella maggior parte dei casi (945) l’allarme è rientrato prima dell’intervento. In 194 occasioni, invece, la situazione è stata più complessa: 138 volte è bastato l’intervento della vigilanza privata interna, mentre in 56 casi si è reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine per vere e proprie aggressioni fisiche.

Pronto soccorso e psichiatria le aree più calde

I dati confermano che la prima linea della sanità è una trincea: più di 8 segnalazioni su 10 (l’83%) arrivano dai Pronto Soccorso, dai Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (Spdc) e dai corridoi di accesso.

Con questa strategia, che ha visto anche la riattivazione dei presìdi di polizia H24 negli ospedali della Capitale, il Lazio è la prima Regione in Italia a mettere in campo un piano coordinato e tecnologico (il progetto Raoss) per fermare l’ondata di violenza contro chi cura i cittadini.