Torna a Roma il Villa Lazzaroni Summer Fest, l’appuntamento che negli ultimi anni ha ridisegnato l’estate del VII Municipio, imponendosi come una delle esperienze più originali e partecipate del panorama romano. Dal 28 maggio al 7 giugno Villa Lazzaroni si trasformerà una piazza culturale a cielo aperto, capace di trasformare un polmone verde in un laboratorio di suoni, incontri e contaminazioni.
Dal 28 maggio al 7 giugno torna il Villa Lazzaroni Summer Fest: tra i protagonisti Simona Molinari, Davide Shorty e la Blind Inclusive Orchestra
Ideato e promosso da Promu — organizzazione fondata da tre giovani romani decisi a scardinare i vecchi canoni della fruizione musicale — il festival non è una semplice rassegna, ma un progetto a forte impatto sociale: portare gratuitamente nei quartieri spettacoli di altissima qualità, restituendo centralità agli spazi pubblici.
I numeri, d’altronde, parlano chiaro: l’edizione 2025 ha registrato oltre 15mila spettatori, 60 eventi e 200 artisti coinvolti. Per il 2026 la scommessa si fa ancora più ambiziosa.
Il programma: maratone di note dalle 17 all’una di notte
Ogni giorno, dalle 17 all’una di notte, la Villa diventerà un villaggio culturale accessibile a tutti. Jam session, talk, workshop, scuole di musica e aree food si alterneranno in un flusso continuo.

L’apertura il 28 maggio
Sarà un debutto nel segno delle nuove generazioni e dei linguaggi contemporanei. La Saint Louis Big Band incrocerà le strade di Davide Shorty, Folcast e Ainé, tre delle voci più interessanti e raffinate della scena urban, soul e r&b italiana, per un dialogo inedito tra sound moderno e grandi ensemble jazz.
La giornata speciale del 2 giugno
Il nome trainante del festival sarà Simona Molinari, protagonista dello spettacolo La donna è mobile. Il live si inserisce in una giornata cruciale, dedicata agli 80 anni del voto alle donne. Un percorso che unirà musica e riflessione civile: nel pomeriggio si terrà il talk con Livia Turco (presidente della Fondazione Nilde Iotti), seguito dal concerto della jazzista Ada Montellanico con Simone Graziano e Filippo Vignato, fino al set serale della Molinari.
Dal Brasile alla Sardegna: la vocazione internazionale
Il festival si conferma un crocevia multiculturale grazie alle storiche collaborazioni con ambasciate e istituti di cultura stranieri.
Il 5 giugno i riflettori saranno puntati sul clarinettista Gabriele Mirabassi, eccellenza italiana nel mondo, che insieme alla cantante Cristina Renzetti e al chitarrista brasiliano Roberto Taufic presenterà il progetto Correnteza. Spazio poi alle sonorità globali con Babanaì (Le musiche del mondo), alle tradizioni sarde rilette da Elena Ledda e Mauro Palmas nel progetto Amaius, e alle atmosfere iberiche del Trio Azul (in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna).
Cultura senza barriere
Il 29 maggio andrà in scena uno dei progetti manifesto del festival: la Blind Inclusive Orchestra diretta da Alfredo Santoloci. Insieme ai Giovani Musici di Roma, presenteranno Mozart Unblind – Improvvisare l’invisibile, un concerto dove musicisti non vedenti e ipovedenti suonano fianco a fianco con colleghi normovedenti, abbattendo ogni barriera sensoriale.
Un vivaio per il futuro e la scommessa della rigenerazione urbana
Villa Lazzaroni si propone anche come una vera e propria “officina dei talenti”, ospitando le migliori realtà giovanili d’Italia: dalla Siena Jazz Orchestra all’Orchestra Giovanile di Roma, fino alla Filarmonica Umbra “Vittorio Calamani”.
Ma la vera vittoria del festival va oltre il palco. Negli anni, la kermesse ha dimostrato come la cultura possa trasformarsi in uno strumento concreto di riqualificazione urbana.
Riaccendendo i riflettori sul quadrante Appio-Tuscolano, l’evento ha stimolato una nuova attenzione istituzionale sul parco, accompagnando interventi strutturali che hanno ridato vita al teatro della Villa e alle aree gioco dedicate ai bambini. La dimostrazione che quando la musica abita la città, la città torna a respirare.


















