Uno sciopero della fame di 24 ore per chiedere che il Camidoglio si occupi seriamente della crisi economica e sociale di Ostia. E’ la forma di protesta scelta da Valentina Fabbri Biancone, presidente di Confesercenti Ostia e membro di Presidenza di Confesercenti Roma e Lazio, e dal vicepresidente di Confesercenti Ostia, Matteo Sampieri. Un digiuno reale con un obiettivo concreto “per Ostia, per il commercio, per il turismo, per il lavoro e per il futuro del mare di Roma”.
“Le imprese hanno fame di risposte. Chiediamo un incontro urgente con il Sindaco”, affermano i due dirigenti di Confesercenti.
Appuntamento sotto il Municipio per la protesta pacifica. La Confesercenti chiede incontro e confronto con Sindaco
Una protesta pacifica, sobria e silenziosa. L’obiettivo di Confesercenti Ostia è quello di richiamare l’attenzione sulla situazione sempre più difficile in cui versano le imprese del territorio.
Per questo motivo la presidente Valentina Fabbri Biancone e il vicepresidente Matteo Sampieri, hanno deciso di dare vita a uno sciopero della fame simbolico, della durata di 24 ore, venerdì 29 maggio a partire dalle ore 8:00 sotto la sede del Municipio X.
A scatenare la protesta è l’emergenza in cui le imprese si sono venute a trovare dal periodo del Covid a oggi. Si intende dare voce agli operatori chiedendo misure, programmazione e risposte.
“Non abbiamo più tempo di aspettare — dichiara Valentina Fabbri Biancone — I grandi progetti sono fondamentali ma le imprese hanno bisogno di risposte oggi. Abbiamo bisogno ora di misure concrete, di programmazione, di decoro, sicurezza, servizi, mobilità, valorizzazione turistica e sostegno reale al commercio e alle attività produttive”.
C’è anche un invito per chi si vuole unire alla protesta.
“Chiunque vorrà accompagnarci in questa iniziativa – prosegue Fabbri Biancone – in maniera sobria, rispettosa e composta, sarà il benvenuto. Vogliamo dare un segnale fermo, ma civile: Ostia e le sue imprese non possono più attendere”.
La richiesta: incontro con il Sindaco
La Confesercenti chiede un incontro urgente con il Sindaco Roberto Gualtieri.
“Le imprese di Ostia non chiedono privilegi, chiedono ascolto, strumenti e risposte. Quando un’impresa chiude, non perde solo un titolare: perde il territorio, perdono le famiglie, perdono i lavoratori, perde la comunità”.
Si chiede di adottare una “politica ordinaria e straordinaria di rilancio” del territorio e delle imprese.
“Non contestiamo i grandi progetti — conclude Fabbri Biancone — ma diciamo con forza che le imprese non possono sopravvivere nell’attesa. Il territorio ha bisogno di risposte adesso. Questo digiuno simbolico è un gesto sobrio, silenzioso, ma determinato. Perché Ostia non può più aspettare”.


















